Newsfood nutri-mente: DUNKIRK ALIAS DUNKERQUE

Newsfood nutri-mente: DUNKIRK  ALIAS DUNKERQUE

Benito Sicchiero
per Newsfood.com/nutri-MENTE

E’ nota la passione americana di stravolgere la storia (oltre a quella di modificare la cronaca) utilizzando i mezzi di comunicazione, in particolare il cinema. E nelle narrazioni a sfondo bellico danno il meglio di sé, contagiando anche i cugini poveri, gli inglesi  Come dimostra il recente successo del film  Dunkirk, anglicizzazione della francese Dunkerque.

La città è diventata famosa per essere stata il palcoscenico di uno degli eventi della seconda Guerra Mondiale. Le truppe anglofrancesi in ritirata davanti all’offensiva tedesca si ammassarono sulle spiagge: circa 400.000 uomini, di cui quasi 150.000 francesi, l’equivalente di una intera armata, vennero tratti in salvo da una flotta variegata di imbarcazioni e trasportati in Inghilterra. Lasciarono in mano al nemico enormi quantità di mezzi e materiali bellici.

 

Quella che per gli storici, e la logica, è stata una delle più gravi sconfitte degli alleati, il cinema l’ha trasformata in vittoria. Il messaggio che esce da Dunkerque – pardon, Dunkirk, – è che, grazie all’eroismo del popolo inglese quell’armata recuperata avrebbe costituito il nocciolo duro per la vittoria finale.

 

C’è più di qualche dubbio in proposito. La disfatta di Dunkerque e le sue cause sulle quali usualmente si tace, fu immensamente più grave della nostrana Caporetto; la fuga Oltremanica, senza organizzare una facile controffensiva contro  i pochi carriarmati tedeschi che avevano completato l’accerchiamento, aprì una voragine sul fronte che portò alla capitolazione della Francia di lì a pochi giorni. Ciò consentì ai tedeschi una più ampia operatività su tutti gli altri fronti, compreso quello russo-sovietico (cosa che certamente non dispiacque a Churchill) e l’avventato ingresso in guerra della non preparata Italia. Come è noto, la vittoria finale della coalizione antinazifascista fu dovuta all’enorme potenza bellica americana e alla incredibile resistenza dell’Unione Sovietica (oltre 20 milioni di morti), non ai fuggitivi di Dunkerque.

 

Solo la  più accesa fantasia dei vincitori può trasformare in un successo un’umiliante sconfitta.

Benito Sicchiero
per Newsfood.com/nutri-MENTE

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