Cambiamenti climatici: Il caso Groenlandia… terra verde

Cambiamenti climatici: Il caso Groenlandia… terra verde

 

La Groenlandia (dal danese Gronland, terra verde), la più grande isola del mondo, è coperta per l’83%  da ghiacci che raggiungono lo spessore di tre chilometri. Ma a chi è venuto in mente di chiamarla “terra verde”? E perché?

groenlandia iceberg

 

 

Secondo la leggenda, è stato il capo vikingo Eric il Rosso che lì fu esiliato attorno all’anno 1000. L’isola allora era talmente “calda” da consentire l’agricoltura, l’allevamento di bestiame e quindi l’insediamento di comunità. Ebbe persino un vescovo. E, secondo numerosi storici, da qui partirono i vikinghi alla scoperta dell’America quattro secoli prima di Cristoforo Colombo.

Groenlandia in estate, battello in navigazione in un fiordo

Il cambiamento climatico – con il suo seguito di uragani, innalzamento dei mari, desertificazione, scomparsa di specie animali e vegetali –   è oggi oggetto dell’attenzione preoccupata di tutto il mondo (meno che dell’America di Trump) che attribuisce il riscaldamento progressivo della Terra all’inquinamento dell’uomo: infatti dalla metà dell’800 l’utilizzo di carbone e idrocarburi  ha quasi raddoppiato nell’atmosfera la presenza di anidride carbonica  considerata la principale responsabile dell’effetto-serra e quindi del riscaldamento globale.

groenlandia

E’ un fatto incontrovertibile che l’uomo ci ha messo del suo. Ed è altrettanto incontrovertibile che deve rimediare a quanto da lui malfatto. Ma non si illuda, ancora una volta, di modificare la natura che ha i suoi possenti cicli di glaciazione e di riscaldamento. Come dimostra il caso Groenlandia, ex e probabilmente prossima “terra verde”.

 

Benito Sicchiero
Pensierino della sera
in esclusiva per Newsfood.com

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