Nella Murgia pugliese, dove il vino nasce dalla roccia
14 Marzo 2011
Il successo si giudica in base ai risultati. Questo è un basilare principio commerciale che, se applicato alla storia del vino di Puglia, condanna prodotti e produttori.
In particolare, si può rimproverare agli attori locali il desiderio ossessivo di creare marchi DOC di magro spessore, spendendo risorse importanti con esiti più che modesti.
Tuttavia, qualcosa sta cambiando, e la riscossa del vino di Puglia ha come nucleo centrale la valorizzazione dell’esistente, non la ricerca di chimere affascinanti ma improbabili.
Questo è particolarmente evidente a Gioia del Colle, cittadina di 28.000 abitanti a sud di bari e sede della coltivazione di un Primitivo. Secondo gli esperti, questo è il primo
ed originale vino portatore della denominazione, in quanto coltivato dai benedettini per la prima volta nel 1100.
Così, un gruppo di produttori sostenuti dal consorzio locale, ha deciso d’investire tempo e denaro in un vino dalle caratteristiche figlie della particolare geografia.
La potenza di tale rosso, il suo gusto forte è deciso proviene dalla terra, o meglio dalla roccia. I vigneti sono situati sull’altopiano della Murgia, a circa 400 metri sul livello del
mare. Il suolo rosso e roccioso seleziona e tempra le viti, imprimendo infine il suo marchio sulla bevanda finale.
Il vino di Gioia del Colle si lega benissimo a pietanze del sapore vigoroso: selvaggina, formaggi stagionati e piatti di carne. In particolare, il vino è partner ideale del pecorino
stagionato della Murgia e di altre preparazioni regionali, come involtini “braciole” di carne di bovino o di cavallo, sia al sugo che alla griglia.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
Consorzio di tutela dei vini DOC “Gioia del Colle” :
Tel. (0039) 3931014823
Fax (0039) 0803483421
gioiadoc@libero.it
Matteo Clerici
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