Nasa alla scoperta del sistema solare

WASHINGTON – La Nasa va alla scoperta del sistema solare, dalla base di Cape Canareval è partito oggi il razzo Delta II che porta nello spazio la sonda Dawn; non è affatto
un lancio di routine, visto che si tratta della prima missione con lo scopo di raggiungere e studiare la fascia di asteroidi che si trovano nel cosmo tra Marte e Giove.

Alla scoperta dell’alba del sistema solare. La sonda spedita nello spazio si chiama Dawn, che in italiano vuole dire alba. Ed è proprio l’alba del nostro sistema solare che i
ricercatori vogliono comprendere per mezzo di questa affascinante missione spaziale. La sonda è stata infatti studiata per poter raccogliere informazioni sui primi milioni di anni della
sua evoluzione e dei processi allora in atto. Lo scopo è riuscire quindi a caratterizzare le prime fasi del processo di formazione dei pianeti terrestri, cioè i fratelli della
Terra.

La sonda studierà i due protopianeti. Per raggiungere questo obiettivo, la missione Dawn andrà a investigare in dettaglio su due dei protopianeti più grandi che sono
rimasti quasi intatti dalla loro formazione ma che presentano caratteristiche molto differenti. La questione principale alla quale ci si propone di rispondere è il ruolo della dimensione
e della presenza di acqua nel determinare l’evoluzione di un pianeta. Per questo si studerianno Cerere e Vesta, i due asteroidi più antichi, i pianeti neonati la cui crescita, secondo le
teorie correnti, fu interrotta dalla formazione di Giove.

La missione costerà 357 milioni di euro. «Ritengo che questa sia la prima, vera sonda interplanetaria», ha commentato Marc Rayman, uno degli scienziati che seguiranno
Dawn dal Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California. «E’ la prima volta che abbiamo davvero la capacità di andare in un luogo, fermarci, dare un’occhiata approfondita,
passare qualche tempo là e poi ripartire per andare altrove». La missione costa 357 milioni di dollari e la sonda viene spinta da innovativi motori a ioni.

La sonda dispone di uno strumento italiano. Un piccolo ruolo nella missione sarà affidato anche alla tecnologia italiana: Dawn è dotata di uno strumento, lo spettrometro
Vir, realizzato da Agenzia spaziale italiana e Istituto nazionale di astrofisica. Occorreranno quattro anni prima che la sonda raggiunga i propri principali obiettivi, gli asteroidi Vesta e
Cerere.

(27 settembre 2007)

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