Napoli: «Le Regioni vigilino sui fannulloni dentro la sanità»
8 Giugno 2008
Nella lotta ai fannulloni dovrebbero partecipare anche le Regioni «guardando un po’ più da vicino a ciò che accade nel comparto della sanità», è
l’auspicio di Osvaldo Napoli, vice capogruppo del Pdl alla Camera, che ha definito «un errore clamoroso» l’idea di criminalizzare categorie di lavoratori «in nome della
sacrosanta lotta ai fannulloni, coraggiosamente intrapresa dal ministro Brunetta al quale va tutta la mia solidarietà e sostegno».
«Ma le Regioni, in accordo con l’amministrazione centrale dello Stato, possono rendere un servizio straordinario se cominciano a guardare un po’ più da vicino come vanno le cose
nel comparto della Sanità . La poltroneria non e’ una malattia esclusiva degli impiegati ministeriali, ma il virus alligna un po’ ovunque. Fra i medici di famiglia e, in misura ridotta
fra i loro colleghi ospedalieri le cose non vanno evidentemente nel verso giusto.
L’inchiesta de ‘la Stampa’ apre uno squarcio nel mondo dei medici di famiglia che dovrebbe farci riflettere. Il medico di famiglia e’ diventato rara avis: lo si trova poco in ambulatorio e
sempre più spesso i loro pazienti preferiscono rivolgersi in ospedale. In ospedale si trovano medici in trincea: si tagliano posti letto e si sovraccaricano i pronto soccorso del lavoro
che dovrebbe passare dal medico di famiglia.
E con differenze retributive, a favore dei medici di famiglia, che non hanno eguali negli altri paesi europei». Napoli ha osservato infine che il ministro Brunetta non ha bisogno dei suoi
consigli «ma un suggerimento amichevole, a lui così determinato nella sua battaglia, mi sento di darlo: non guardi in faccia a nessuno, non si fermi di fronte alle lobbies e alle
corporazioni presenti in Italia. Tutti hanno il dovere di guadagnarsi lo stipendio e i privilegi, quando finiscono, devono finire per tutti».




