Nanoparticelle raccolgono biomarkers per la diagnosi del tumore

Il lungo e difficile sforzo di trovare biomarkers nel sangue per la diagnosi del cancro e di altre malattie potrebbe presto ottenere successo, grazie all’utilizzo di nuove
nanoparticelle che rimuovono in modo rapido piccole proteine e altre molecole dal sangue proteggendole simultaneamente dalla degradazione.

È quanto emerge da uno studio congiunto tra George Mason University e IRCCS-CRO Istituto nazionale dei tumori di Aviano, i cui risultati sono stati pubblicati da Nano Letters. I
ricercatori per identificare i biomarkers nel sangue correlati alla malattia affrontano solitamente due grandi problemi, che sembrano scomparire con l’impiego di nuove nanoparticelle a
base di polimeri.

Se per eliminare dal sangue albumina e immunoglobulina, due proteine che rappresentano il 90% delle molecole, si corre il rischio di eliminare anche i potenziali biomarkers, grazie all’utilizzo
di nanoparticelle impregnate di acqua e con pori di dimensione ben definita è possibile trasportare le proteine e altre piccole molecole dentro una matrice di polimeri. Controllando la
dimensione dei pori, i ricercatori sono quindi in grado di creare particelle che escludono albumina e immunoglobulina senza catturare le proteine più piccole e le altre molecole. Una
volta intrappolate nelle particelle, le proteine non degradano. E quando l’isolamento è completato, le particelle possono essere rimosse dai campioni di sangue attraverso una
centrifugazione.

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