Progetto finanziato dall'UE sul melanoma cerca di spiegare le abitudini all'esposizione solare

Una rete di eccellenza (NoE) finanziata dall’Unione europea ha recentemente lanciato un questionario on line per scoprire come si comportano 10000 persone di diversi paesi del mondo quando
prendono il sole, l’indagine è volta a far luce anche sul loro atteggiamento nei confronti dell’abbronzatura e del cancro al seno.

Finora, secondo la rete di eccellenza multidisciplinare «Genetic and environmental determinants of melanoma: translation into behavioural change» (GenoMEL, Determinanti genetici e
ambientali del melanoma: produzione di cambiamenti comportamentali), all’indagine hanno risposto 7.000 persone.

Il melanoma è una forma di tumore cutaneo che ha origine nei melanociti, le cellule responsabili della colorazione della pelle. Solitamente insorge su un nevo ed è associato a
un’eccessiva esposizione ai raggi solari. Secondo i dati forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ogni anno vengono diagnosticati complessivamente 132.000 melanomi
maligni e, dall’inizio degli anni ’70, l’incidenza di questa malattia è notevolmente aumentata.

Il questionario a scelta multipla esamina il modo in cui le persone valutano il rischio di contrarre il melanoma e quale protezione utilizzano contro i raggi del sole.

«Prima d’ora non era mai stato realizzato nulla di simile su così vasta scala nell’ambito della ricerca sulla psicologia della salute», afferma Paul Affleck, responsabile di
GenoMEL presso l’Istituto di medicina molecolare (LIMM) di Leeds, uno dei partner del progetto.

I risultati, previsti all’inizio del 2008, aiuteranno gli scienziati a sviluppare strategie di prevenzione ed educazione più efficaci, volte a modificare le abitudini di milioni di
fedeli dell’abbronzatura.

«L’attuale aumento dei casi di melanoma potrebbe essere imputabile al sempre maggior numero di persone che approfitta di voli a basso costo per raggiungere mete assolate nonché
alla perenne moda di sfoggiare un’abbronzatura dorata», spiega Paul Affleck. «Tuttavia, dobbiamo scoprire in che modo i fattori ambientali e legati allo stile di vita interagiscono
con il rischio genetico innato di una persona di ammalarsi di cancro alla pelle o melanoma. Quindi, quante più persone parteciperanno all’indagine, migliore sarà il quadro che
riusciremo a ottenere.»

La rete GenoMEL è finanziata per un valore di 10,45 Mio EUR a titolo del Sesto programma quadro (6°PQ) dell’Unione europea e coinvolge 20 dei principali centri per la ricerca sul
melanoma al mondo.

Obiettivo principale del progetto è raccogliere DNA dai campioni di sangue di migliaia di persone per individuare i geni, appartenenti a famiglie o popolazioni particolari, che possono
accrescere la predisposizione al melanoma. Gli scienziati intendono anche scoprire in che modo essi interagiscono con altri geni e fattori ambientali come l’esposizione ai raggi ultravioletti
(UV) del sole.

«Finora GenoMEL ha compiuto grandi progressi nella comprensione del ruolo svolto da quattro geni responsabili del melanoma. Tuttavia, esistono anche molti altri geni relativamente a basso
rischio, come quello che conferisce alle persone caratteristiche quali la carnagione chiara, i capelli rossi e le lentiggini, ed altri che ancora non conosciamo», spiega la professoressa
Julia Newton-Bishop, coordinatrice del progetto del Cancer Research UK.

Entro la fine del progetto, che si concluderà nel 2010, GenoMEL metterà a disposizione un «calcolatore di rischio» on line che permetterà alle persone di
fototipi diversi di calcolare con facilità il proprio rischio individuale di melanoma.

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