Myanmar: appello urgente a favore delle comunità colpite dal ciclone

By Redazione

Roma, 17 luglio 2008 – A ridosso della principale stagione di semina nel Myanmar, servono aiuti urgenti a sostegno dell’agricoltura per riavviare la produzione alimentare del paese colpito
circa due mesi fa dal ciclone Nargis, ha dichiarato oggi la FAO.

Il 75 per cento degli agricoltori della principale regione produttiva del paese non dispone di sementi a sufficienza, quando ormai resta poco tempo prima della fine della stagione di semina in
agosto. La FAO ha lanciato un appello per 33.5 milioni di dollari per aiutare le famiglie colpite dal ciclone a rimettere in piedi i propri mezzi di sussistenza e riavviare la produzione
alimentare in questi mesi cruciali.

Il fabbisogno complessivo per le attività di soccorso e di ripresa del settore agricolo, forestale, della pesca e dell’aquacoltura per i prossimi 12 mesi ammonta a circa 51 milioni
di dollari nell’ambito dell’appello rivisto in risposta al Ciclone Nargis lanciato la settimana scorsa, che aveva richiesto per la ricostruzione di tutti i settori, inclusa l’agricoltura, un
totale di 303 milioni di dollari. Come agenzia responsabile per gli interventi nel settore agricolo, la FAO svolge un ruolo di coordinamento dei diversi partner umanitari che operano in
quest’ambito.

Riso e pesca i settori più colpiti

Sono stati sommersi dalle acque oltre 783.000 ettari di risaie – in alcuni casi pari al 63 per cento di tutte le terre coltivate a riso – e quando si è scatenato il ciclone,
è andato distrutto sino all’85 per cento delle scorte di sementi, secondo una recente valutazione condotta dalla FAO e dal governo. In considerazione del tasso di rendimento attuale
e del fatto che sono andati perduti animali da tiro e macchine agricole, si prospetta un calo della produzione di riso pari a 550.000 tonnellate, vale a dire del 32 per cento nelle zone
più colpite, secondo l’agenzia ONU.

Hanno subito enormi danni anche circa 100.000 piccoli pescatori, con una perdita considerevole di barche ed attrezzature e di circa 21.000 ettari di vasche per l’acquacoltura. La pesca ed il
riso costituiscono gli elementi base della dieta del paese.

“Con un raccolto di riso che probabilmente non riuscirà a coprire il fabbisogno della popolazione, la sicurezza alimentare dipenderà dall’assistenza che si
riuscirà a dare alle famiglie rurali con strategie di coltivazioni alternative e per riavviare rapidamente il settore zootecnico, ittico e forestale”, afferma Anne Bauer,
Direttrice della Divisione FAO per le operazioni di emergenza e riabilitazione.

Subito dopo il ciclone, la FAO aveva istituito in Myanmar una Unità di Coordinamento dell’emergenza e della riabilitazione ed al momento sta attuando un programma per la ripresa
dei mezzi di sussistenza che copre la produzione agricola, la pesca e l’acquacoltura ed il settore zootecnico.

Fattori produttivi chiave per la stagione dei monsoni, come sementi di riso ad alto rendimento, fertilizzanti, erpici meccanici, animali da tiro, mangimi e vaccini per gli animali, sono
già stati consegnati dalla FAO o stanno per esserlo. Sono destinati a circa 41 000 famiglie che vivono negli 11 comuni maggiormente colpiti nella regione della capitale Yangon e
del fiume Ayeyarwady.

Vi sono oltre 50.000 famiglie di piccoli agricoltori ed oltre 99 000 nuclei senza terra che richiedono assistenza immediata.

Promuovere la produzione alimentare

Servono con urgenza risorse aggiuntive per espandere l’assistenza della FAO. L’agenzia ha rivisto il calcolo dei finanziamenti necessari di 10 milioni di dollari – di cui quasi tre quarti
stanziati dai donatori – a 33,5 milioni di dollari.

Con questo nuovo appello, la FAO si prefigge di aumentare la produzione alimentare dei piccoli agricoltori attraverso la rapida distribuzione di sementi per le risaie, per le coltivazioni
estive, di fertilizzanti, di animali da tiro, di pompe per l’acqua e di attrezzature per accelerare la preparazione del terreno e la semina. Risultano necessarie anche campagne di vaccinazione
animale per prevenire la diffusione di malattie e per migliorare la salute e la produttività degli animali sopravvissuti.

Le condizioni di vita delle famiglie che dipendono dal lavoro agricolo, che non posseggono terra o hanno solo piccoli appezzamenti ed una limitata produzione animale, risentono pesantemente di
questa situazione.

L’attività proposta dalla FAO comprende la distribuzione di tutto ciò che occorre per avviare la produzione di ortaggi, di piantine di alberi da frutta e di colture
commerciali e di attrezzi e pesticidi per la produzione a livello familiare, in modo da aumentare la disponibilità immediata di cibo, in particolare per i bambini e gli orfani, e
rilanciare un aumento generale del reddito. La distribuzione di piccoli ruminanti, di suini, di pollame e di altri animali forniranno alle famiglie povere uova, carne e latte per il proprio
consumo e per la vendita.

Ai pescatori verrà data assistenza mediante la distribuzione di attrezzature per la pesca, di barche e di strumenti per ripararle, di forniture per l’acquacoltura, per la
conservazione e per la lavorazione del pesce per rafforzare i loro mezzi di sussistenza dalla cattura sino alla vendita del pescato. L’attività della FAO punta a ripristinare i
mezzi di sussistenza delle comunità costiere mediante l’instaurazione di vivai ed attività di riforestazione delle mangrovie, che contribuiranno in futuro anche a
proteggere le comunità da onde anomale e cicloni.

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