Mutui: torna l'incubo per 3,2 milioni di famiglie indebitate a tasso variabile

Nonostante poderose iniezioni di liquidità della BCE che solo oggi, ha collocato sul mercato interbancario ben 60 miliardi di euro tramite asta rifinanziamento di pronti contro termine a
91 giorni, con il tasso marginale del 4,25%, quello medio del 4,4%, a fronte di richieste di 139 banche per 132,6 miliardi, non si arresta la crisi dei mercati, che riverbera i suoi effetti su
3,2 milioni di famiglie indebitate a tasso variabile, che subiranno ulteriori stangate a fine mese, alla scadenza delle rate dei mutui.

Continua infatti a salire per il settimo giorno di fila il tasso euribor a tre mesi (al quale è legato buona parte dei mutui indicizzati), a riprova che le misure straordinarie varate
dalle banche centrali per contrastare la lunga crisi conseguente ai mutui sub-prime ed alla montagna di carta straccia dei derivati (450.000 miliardi di dollari,contro un Pil mondiale di
45.000), non riescono ad arginare crisi monetarie profonde causate da banche di affari con la collusione di banchieri centrali e delle società di rating Fitch,Moody Standard &
Poor’s, che continuano a pontificare con le consuete «pagelline» di inaffidabilità sui disastri da loro stessi procurati.

3,2 milioni di famiglie, indebitate a tasso variabile per precise responsabilità delle banche che hanno raccontato agli italiani la tavoletta amplificata da massa media di
proprietà delle stesse banche, secondo la quale si può anche guadagnare dai debiti contratti come lo sono i mutui, non hanno beneficiato della discesa del tasso euribor a tre
mesi, che a febbraio era attestato al 4,3 %, mentre subiranno a fine mese a valori attuali (con un rincaro dello 0,30%), una botta di 187 euro su base annua, per ogni mutuo di centomila euro.

Adusbef, nel ritenere che la spirale al rialzo dell’euribor a tre mesi, che ha superato di 0,61 euro il tasso di riferimento BCE, non si fermerà ma continuerà la sua corsa
arrivando anche al 5%, torna a chiedere ai distratti governi un nuove ordine monetario,una urgente Bretton Woods che superi gli attuali assetti instabili in mano a pochi oligarchi non eletti da
alcuno e che giocano a rimpiattino con i destini del mondo e la sovranità degli stati, per ricondurre la finanza derivata speculativa oggi in mano a banchieri biscazzieri,sotto il
controllo di Stati Sovrani che possano arginarne la mano libera.

Poiché la media dei tassi sui mutui nell’area euro è del 5,15 %, mentre in Italia è del 5,78 %, con un divario dello 0,63%, mentre per il credito al consumo la differenza
è dell’1,03 %,essendo attestati i tassi in Europa al 6,92% contro il 7,95% dei saggi italiani per alcuni acquisti (senza contare le carte revolving che superano il 21%), Adusbef denuncia
ancora una volta il divario dei tassi di interessi che non hanno alcuna giustificazione, se non quella di contribuire a spennare ulteriormente i consumatori ed arricchire in maniera poco
lecita, banche e banchieri.

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