Mucca pazza, De Castro: «via libera dell'UE esaurisce l'onda lunga della BSE»

«Finalmente la fiorentina riprende il posto che le spetta sulle tavole italiane ed europee, con la decisione dell’Unione europea non solo ci liberiamo dell’eredità della mucca
pazza e si esaurisce l’onda lunga della Bse cominciata nel 2001, ma si ha la prova che il sistema dei controlli sulla qualità e la tracciabilità dei prodotti funziona».

Con queste parole il Ministro Paolo De Castro ha commentato il via libera dato oggi dalla Commissione europea alla bistecca con l’osso proveniente da bovini di 30 mesi.
Il 29 gennaio 2001, in seguito all’emergenza scoppiata a causa dell’epidemia di encefalopatia spongiforme (Bse), meglio conosciuta come mucca pazza, il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura
Ue aveva adottato una decisione molto severa: l’eliminazione della colonna vertebrale e del midollo dai bovini di età superiore ai dodici mesi, condannando così di fatto la
fiorentina a sparire dai menù.

Dal gennaio 2006, l’Ue aveva già deciso di elevare a 24 mesi il limite di età dei bovini cui doveva essere soppresso il midollo, data la costante diminuzione dei casi di Bse in
Italia come in Europa.
Ora finalmente la Commissione europea ha deciso di accogliere la proposta di innalzare da 24 a 30 mesi l’età dei bovini per i quali è consentita la vendita della carne con la
colonna vertebrale, cui nell’ottobre del 2007 aveva già dato parere positivo il Comitato europeo per la catena alimentare e animale e che a gennaio di quest’anno era stata approvata
anche dal Consiglio europeo.
Il provvedimento dovrebbe essere pubblicato questa settimana sulla Gazzetta ufficiale europea, ed entrerà in vigore tre giorni dopo la pubblicazione.
«Il via libera di Bruxelles – conclude De Castro – non può che premiare gli allevatori che in questi anni non hanno mai smesso di rispettare le regole comunitarie».

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