Mucca pazza: Coldiretti, c’è piano UE per far tornare farine animali

Mucca pazza: Coldiretti, c’è piano UE per far tornare farine animali

By Redazione

C’è un piano dell’Unione Europea per superare il principio della tolleranza zero e tollerare la presenza di farine animali nei mangimi per l’alimentazione  delle mucche, dopo che
sono state ritenute responsabili del morbo mucca pazza e per questo vietate nell’ambito delle misure di prevenzione adottate a partire dal 2001. Lo rende noto la Coldiretti, in occasione, del
caso probabile di “mucca pazza”  per una donna di 42 anni ricoverata all’ospedale di Livorno, sulla base di quanto emerge dalla seconda Road Map sull’Encefalopatia Spongiforme
Trasmissibile -TSE adottata nei giorni scorsi dalla  Commissione europea.

Nel documento  che – sottolinea la Coldiretti – ha come obiettivo quello di continuare la revisione delle misure previste promuovendo un dibattito, tra le diverse Istituzioni comunitarie,
si ipotizza la fissazione di una soglia di tolleranza minima per la presenza di farine animali nei mangimi destinati anche ai animali ruminanti da fattoria con la revoca del principio di
tolleranza zero. Una possibilità che è sotto verifica dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) il cui parere sul livello di tolleranza è atteso per
la fine del 2010. Una tendenza che – sostiene la Coldiretti – riguarda anche un calo dell’attenzione per  quanto riguarda le importazioni di carne proveniente da Paesi in passato
considerati a rischio per il mancato soddisfacimento dei requisiti sanitari come il Brasile. Alleggerimenti sono previsti anche per misure di prevenzione e in particolare per:

  • I programmi di sorveglianza dei bovini, aumento graduale dei limiti di età per i test della BSE (nel 2009 è stato innalzato da 30 a 48 mesi per gli Stati membri che hanno
    dimostrato un miglioramento della situazione BSE nel proprio territorio).
  • I materiali a Rischio specifico (MRS)- allineamento della lista degli MRS agli standard internazionali stabiliti dall’Organizzazione Mondiale per la salute animale (OIE)
  • L’abbattimento corti bovine nelle quali si è riscontrato un caso positivo di BSE: viene suggerita l’idea di trovare soluzioni alternative alla politica di abbattimento sistematico
    praticata attualmente.

La Bse è praticamente scomparsa da anni dagli allevamenti italiani proprio per l’efficacia delle misure adottate nel 2001 per far fronte all’emergenza come – sottolinea la Coldiretti
– il monitoraggio di tutti gli animali macellati sopra i 30 mesi, il divieto dell’uso delle farine animali nell’alimentazione del bestiame e l’eliminazione degli organi a rischio Bse dalla catena
alimentare.

Ma anche e soprattutto l’introduzione a partire dal primo gennaio 2002 di un sistema obbligatorio di etichettatura che consente di conoscere l’origine della carne acquistata con riferimento agli
Stati di nascita, di ingrasso, di macellazione e di sezionamento, nonché un codice di identificazione che rappresenta una vera e propria carta d’identità del bestiame e consente di
fare acquisti Made in Italy. A dimostrare che nei bovini la malattia della mucca pazza è ormai quasi completamente debellata sono – conclude la Coldiretti – i numeri forniti dalla
Commissione Ue: nell’Unione Europea dai 37.000 animali ammalati del 1992 si è passati, nel 2009, a soli 67, dei quali appena due casi in Italia su oltre 450mila test effettuati.

Coldiretti.it
Redazione NEWSFOOD.com + Web TV

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