Ogm: bene la proposta Ue. Va rispettata la sovranità nazionale
16 Luglio 2010
Il presidente della Cia Giuseppe Politi giudica positivamente il pacchetto di proposte dell’esecutivo comunitario che fa proprie le indicazioni del presidente Josè Manuel Barroso espresse
nello scorso febbraio. L’agricoltura del nostro Paese non ha bisogno del transgenico. Da noi c’è una legge e va rispettata
“Finalmente una risposta chiara all’annoso problema degli Ogm in agricoltura. La Commissione Ue ha impresso una svolta molto importante alla sua strategia in materia di biotech. La proposta
presentata oggi lascia, infatti, liberi i singoli paesi di scegliere se coltivare o meno sul loro territorio prodotti transgenici. Un atteggiamento che dimostra buonsenso, grande
sensibilità nei confronti dei cittadini europei e pieno rispetto della sovranità nazionale”.
Così si è espresso il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi sulla posizione dell’esecutivo comunitario che, attraverso il pacchetto normativo
presentato dal commissario alla Salute John Dalli, ha fatto proprie le indicazioni venute lo scorso febbraio dal presidente Josè Manuel Barroso.
“E un fatto estremamente positivo che -aggiunge Politi- il governo comunitario non abbia voluto imporre la coltura del biotech in Europa e, invece, abbia voluto riconoscere, l’autonomia dei
singoli stati. Una proposta che non è azzardato definire storica e che prende atto della forte opposizione dei cittadini europei agli Ogm, dimostrata più volte.
“Per questa ragione -rileva il presidente della Cia- condividiamo pienamente la proposta illustrata oggi dal commissario Dalli che, di fatto, modifica le norme in materia di coltivazione degli
organismi geneticamente modificati e le rende realmente rispondenti al principio di sussidiarietà. Lasciare liberi gli stati membri di decidere se desiderano coltivare o no Ogm sul loro
territorio è un atteggiamento responsabile che conforta le nostre tesi su un argomento di così alto valore etico che non si può imporre dall’alto o per legge Ue, al
contrario, una materia sulla quale ci deve essere la libera scelta dei cittadini”.
“Una proposta, quella Ue, che rafforza la posizione del nostro Paese, dove -rimarca Politi- c’è una precisa legge che impedisce di seminare prodotti biotech e che, quindi, ogni violazione,
va perseguita e condannata”.
“Davanti a questo scenario non possiamo che ribadire -afferma il presidente della Cia- che l’agricoltura italiana, tipica e diversificata, non ha certo bisogno degli Ogm e che è possibile
produrre colture proteiche libere da biotech, con beneficio per l’ambiente, la salute, nonché per migliorare il reddito degli agricoltori e degli allevatori.
La nostra contrarietà al biotech -rimarca Politi- non è ideologica.
E’ invece dettata dalla consapevolezza che l’utilizzazione degli organismi geneticamente modificati può annullare l’unico vantaggio competitivo dei suoi prodotti sui mercati: quello della
biodiversità. Pertanto, non è una posizione oscurantista. Chiediamo alla scienza di continuare a contribuire alla crescita di questo tipo di agricoltura. E questo lo si può
senza ricorrere agli Ogm, come, d’altra parte, è avvenuto fino ad oggi con risultati molto importanti. Per questo rinnoviamo al governo l’invito a mantenere la posizione assunta fin d’ora
e d’impegnarsi per evitare che ci siano abusi contro una legge sulla quale si è espressa la maggioranza dei cittadini”.
Cia.it
Redazione NEWSFOOD.com + Web TV





