Mucca pazza: Coldiretti, caso è eredità passato, carne sicura

Mucca pazza: Coldiretti, caso è eredità passato, carne sicura

Se confermato, è una eredità del lontano passato facilmente prevedibile, per i lunghi tempi di incubazione della malattia, che non ha nulla a che fare con il consumo della carne
italiana che è del tutto sicuro grazie ad un rigido sistema di controlli introdotto con successo nel 2001 per far fronte all’emergenza Bse. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento
al caso probabile di variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob “il cosiddetto morbo della “mucca pazza” che riguarda in Italia una donna di 42 anni ricoverata all’ospedale di Livorno.

La Bse è praticamente scomparsa da anni dagli allevamenti italiani per l’efficacia delle misure adottate per far fronte all’emergenza come – sottolinea la Coldiretti – il monitoraggio di
tutti gli animali macellati sopra i 30 mesi, il divieto dell’uso delle farine animali nell’alimentazione del bestiame e l’eliminazione degli organi a rischio Bse dalla catena alimentare. Ma anche
e soprattutto l’introduzione a partire dal primo gennaio 2002 di un sistema obbligatorio di etichettatura che consente di conoscere l’origine della carne acquistata con riferimento agli Stati di
nascita, di ingrasso, di macellazione e di sezionamento, nonché un codice di identificazione che rappresenta una vera e propria carta d’identità del bestiame e consente di fare
acquisti Made in Italy.

A dimostrare che nei bovini la malattia della mucca pazza e’ ormai quasi completamente debellata sono – conclude la Coldiretti – i numeri forniti dalla Commissione Ue: nell’unione Europea dai
37.000 animali ammalati del 1992 si e’ passati, nel 2009 a soli 67, dei quali appena due casi in Italia su oltre 450mila test effettuati.

Coldiretti.it
Redazione NEWSFOOD.com + Web TV

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