Mucca pazza: Coldiretti, caso è eredità passato, allevamenti sicuri

Mucca pazza: Coldiretti, caso è eredità passato, allevamenti sicuri

E’ una eredità del lontano passato facilmente prevedibile che non ha nulla a che fare con il consumo della carne italiana che è del tutto sicuro grazie ad un rigido sistema di
controlli introdotto con successo nel 2001 per far fronte all’emergenza Bse. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al caso probabile di variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob in
Italia annunciato dal ministero della Salute.

La Bse è praticamente scomparsa da anni dagli allevamenti italiani per l’efficacia delle misure adottate per far fronte all’emergenza come – sottolinea la Coldiretti – il monitoraggio di
tutti gli animali macellati sopra i 30 mesi, il divieto dell’uso delle farine animali nell’alimentazione del bestiame e l’eliminazione degli organi a rischio Bse dalla catena alimentare. Ma
anche e soprattutto l’introduzione a partire dal 1° gennaio 2002 di un sistema obbligatorio di etichettatura che consente di conoscere l’origine della carne acquistata con riferimento agli
Stati di nascita, di ingrasso, di macellazione e di sezionamento, nonché un codice di identificazione che rappresenta una vera e propria carta d’identità del bestiame e consente
di fare acquisti Made in Italy.

Occorre evitare che inutili allarmismi si riflettano sui consumi di carne bovina i cui acquisti familiari nel primo semestre del 2009 hanno già fatto registrare un calo del 2,8 per cento
in valore rispetto al 2008, con i consumi familiari che sono di circa 23 chili per famiglia acquirente per un importo di 3,5 miliardi di Euro all’anno.

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