Mostarda di Cremona o di Mantova … o di Voghera: è Buona, punto!
4 Ottobre 2015
Cremona 3-4 ottobre
E’ una ricetta semplice: frutta candita nello sciroppo a cui è stato aggiunto un pizzico di senape in polvere. E’ la descrizione della mostarda che ne fa una turista inglese arrivata nella bassa Lombardia negli anni Cinquanta e riportata da Carla Bertinelli Spotti e Ambrogio Saronni nel loro libro “La mostarda di Cremona” che oltre alle ricette, riporta molti aneddoti su questo grande prodotto tipicamente lombardo.
L’affermazione del presidente onorario dell’Accademia italiana della cucina, Giovanni Ballerini: più che una specialità gastronomica è una vera e propria opera d’arte. E, si, perché la sua fortuna è dovuta anche a molti artisti come il pittore Andrea Mantegna che ne era ghiotto; o, ancora, Giuseppe Verdi che la inviava in dono agli amici; Ugo Tognazzi che sarà ricordato con un evento proprio nel corso del primo festival della mostarda che si svolge a Cremona e Mantova, per la sua passione per la cucina e per la mostarda in particola. Poi c’è Giuseppe Garibaldi che la riceveva direttamente da Cremona mandando in cambio del miele da Caprera.

Adesso è arrivato il momento che questa opera d’arte venga celebrata come merita. Tanto che “il prodotto principe della cucina padana negli accostamenti tipicamente invernali come i bolliti e altri piatti della tradizione gastronomica del Nord – dice l’assessore lombardo all’agricoltura Gianni Fava -. In questo modo la mostarda così diversa nella declinazione mantovana e cremonese, accanto agli abbinamenti più classici si reinventa in cucina, ma sempre da protagonista grazie all’abilità di cuochi e maestri artigiani”. Infatti lo scopo del festival è quello di fare conoscere meglio la mostarda, che sia di Cremona o di Mantova non importa: lo scopo è la sua esaltazione, tenendo conto delle sue specificità. Perchè a Mantova è considerato un prodotto di fattoria, ottenuto prevalentemente dall’attività delle singole aziende agricole, senza alcun ricorso a frutta semilavorata proveniente dall’estro, surrogati o a sostanze chimiche, trasformato in azienda dagli stessi agricoltori, seguendo i tempi e gli usi delle ricette tradizionali delle famiglie rurali. Quella di Cremona è fatta con ciliegie, pere, mandaranci, fichi, albicocche, pesche, meloni, prugne, cedri, anguria e zucca canditi immersi nello sciroppo di glucosio aromatizzato con senape.
Ma per evidenziare la modernità di questo piatto, al festival nato dalla collaborazione fra Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e le Camere di commercio di Cremona e Mantova, sono stati coinvolti chef come Antonio Santini de “Il Pescatore” di Canneto sull’Oglio, Romano Tamani del ristorante “Ambasciata” di Quistello e Giampietro Ferri dell’Osteria da Pietro di Castiglione delle Stiviere.
Nonchè rappresentati delle istituzioni, produttori ed esperti di cucina per animare convegni e talk show condotti da Paolo Massobrio, degustazioni per celebrare ma anche fare conoscere meglio la mostarda.
La mostarda sarà protagonista a Golosaria in programma a Milano dal 17 al 19 ottobre. Mentre l’assessore Fava ha praticamente anticipato il programma dell’anno prossimo, affermando che vuole il coinvolgimento anche di Voghera, altra città che produce un’ottima mostarda.
Vita Guida
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