Montagna assassina, squalo assassino, caldo assassino

Montagna assassina, squalo assassino, caldo assassino

I tragici incidenti di questi giorni in montagna hanno dato l’occasione di ritirare fuori dal sacco delle ovvietà la frase “montagna assassina”. Quale colpa abbia la montagna non è
dato di capire. Dopo il “caldo assassino” e lo “squalo assassino”, aspettiamo che i media lancino l’allarme per l’arrivo delle piogge, per parlare ovviamente di… “nubifragio assassino”, il
quale, configurandosi come una precipitazione abbondante, violenta, temporalesca, che può provocare straripamenti di fiumi, allagamenti, frane, sarà sicuramente additato come il
responsabile delle vittime.

In questi mesi di bel tempo nessuno si è attrezzato per limitare i danni dei prossimi temporali, sicchè vedremo le strade allagate, macchine in panne, alberi abbattuti, ecc. Non si
fa neanche l’ordinaria manutenzione di tombini a caditoie che eviterebbero gli allagamenti già in programma. La situazione della Capitale d’Italia è in questo senso emblematica: ad
ogni pioggia corrisponde un allagamento.

Non c’è verso, si preferisce il tombino intasato ad una semplice, ordinaria, normale, regolare, comune, banale pulizia. Insomma l’Amministrazione capitolina sceglie il traffico bloccato,
le auto danneggiate, il tempo perso e le imprecazioni dei romani ad un’operazione di buon senso. Possiamo estendere queste considerazioni a migliaia di città del nostro bel Paese, con
l’aggiunta del “nubifragio assassino” che imperverserà nei titoli di giornali e telegiornali. E’ già tutto programmato.

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