Milano, 11 agosto 2017

OVSE-CEVES. IL MONDO DEL VINO E’ IN CONTINUO CAMBIAMENTO

La crisi e la mancanza di liquidità, il cambio dei contratti, le buste paga più leggere, la disoccupazione, i debiti pubblici, i derivati e le spese eccessive degli enti pubblici… hanno inciso anche sul consumo del vino, dei superalcolici, del pane e la prima fascia dei beni di lusso.

Per il vino occorre tener conto che la produzione mondiale è fissa da anni e in equilibrio stabile:

– crescita di vini freschi effervescenti e calo dei vini rossi imbottigliati;
– grande scambi di sfuso e meno confezionato;
– sfuso molto buono a basso prezzo ed eccesso di costo al consumo;
– crescita del 130% in 30 anni di volumi export dei paesi;
– calo del 50% dei consumi nel vecchio continente;
– nuovi consumatori poco informati e conoscitori;
– giovanissimi-millennials non interessati a conoscere il vino (basta vedere i corsi).

Quindi l’obiettivo principale è far crescere il valore della bottiglia, diminuire le produzioni, fare promozione informativa, diversificare i prodotti per i mercati, valutare prima la domanda, fare squadra commerciale e concentrazione produzioni, fare cantine e imprese proporzionate alla domanda, fare pubblicità, fare eventi piccoli e diretti ovunque.

Occorre puntare a un recupero dei consumi sul mercato interno, far nascere piattaforme online potenti, ridurre la filiera commerciale, riformulare contratti con la grande distribuzione, aumentare la vendita diretta di vini più freschi e profumati, e più bevibili, ma anche di vini più impegnativi, senza orpelli e con info dettagliate;  conoscere il linguaggio mentale e sociale di ogni cliente.

Il vino è un bene di lusso anche se costa 8 dollari alla bottiglia, non è come la pasta, o il latte, o l’acqua. Attenzione anche alle leggi di ogni paese, si va verso un protezionismo diffuso.

 

Giampietro Comolli
Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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