Dati brindisi e consumi spumante all’estero feste 2016-2017

Dati brindisi e consumi spumante all’estero feste 2016-2017

Dopo la pubblicazione dei dati dei brindisi e consumi delle feste italiane, ecco  le considerazioni su come all’estero hanno festeggiato le festività e l’arrivo del nuovo anno, compreso la festa della Befana, così in voga in diversi paesi. I dati inerenti il mondo del vino e delle bollicine in particolare, come sempre, sono elaborati e forniti da OVSE in anteprima rispetto ad ogni altro “ente, organizzazione o studio. Da stasera o domani questi invieranno i loro “oracoli”, ma in genere riprendono pari pari, i dati di OVSE.

Come va il mercato del vino oltre confine?
E’ sempre più forte il trend positivo dei vini con le bollicine italiane. Un successo che fa grande anche l’idea di un Bel Paese sempre attraente, di qualità, del buon vivere nonostante il perdurare di una crisi economica generale che ha tutta l’aria di durare ancora parecchio. Coraggio Italiani lavoratori! Elmetto in testa e pugnale tra i denti, comincia un nuovo anno!

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com

VINI SPUMANTI – CONSUMI ALL’ESTERO DURANTE LE FESTIVITA’ 2016-2017

Non ce n’è per nessuno. Gli spumanti tricolori spopolano anche all’estero nei giorni di fine anno, e i margini di ulteriore crescita sono evidenti. In Usa, Uk e Giappone si sono battuti tutti i record. In Usa la crescita è  stata contenuta (+1%), è andata bene nel Sol Levante (+4%), è l’Uk che ha fatto volare più tappi a fungo (+10%) diventando il primo brindisi delle feste in assoluto per le bollicine italiane. L’estero ha stappato più bottiglie che gli italiani.

Crescono i brindisi festaioli anche in Francia, in Canada e in nord Europa. Benino in Germania e Austria, quasi stabile in Svizzera. In calo la Cina e la Russia, visti i tempi, tasse, concorrenti locali.  Un trend in crescita oramai dal 2005, coincidente con la creazione del Forum Spumanti d’Italia orientato ai grandi comunicatori esteri e alla destagionalizzazione delle bollicine italiane e l’avvio del nuovo percorso del Prosecco. “Esempio che – sottolinea Giampietro Comolli presidente di Ovse – l’unione delle forze in una ottica di mercato mondiale, diffondendo il consumo nazionale, puntando a un brand unico, facendo promozione nei territori produttivi,  si crea un percorso vincente”.

In 11 anni si è passati da 105 mio/bott realmente stappate a 195 durante queste festività 2016-2017, con un valore al consumo triplicato a circa 1,7 mld/euro (incremento del 19% solo sui dati  2015-2016).

Nel panorama mondiale i tappi delle bottiglie nazionali coprono una quota del 20% circa, quindi con ulteriori spazi di manovra.

Continua con successo la destagionalizzazione dei consumi all’estero: nei principali paesi importatori la crescita durante le Festività è minore rispetto all’incremento dell’intero anno .

“Altro dato incoraggiante – sintetizza Comolli – che segnala il progressivo consumo spalmato nell’anno nei principali Paesi consumatori, quindi allargando luoghi e momenti, aprendo nuovi spazi commerciali. Le aziende devono approfittarne, soprattutto con una nuova e più incisiva strategia web.”

Dai dati elaborati da Ovse infatti emerge che in Usa, Uk, Giappone, Canada, nord Europa l’acquisto di bollicine tricolori arriva a quasi il 40% via web, ma i portali sono in 9 casi su 10 gestiti da importatori e distributori stranieri.

Giampietro Comolli, Direttore Bubble's con Giuseppe Danielli

Giampietro Comolli, Direttore Bubble’s con Giuseppe Danielli

Purtroppo la ex bandiera degli spumanti, l’Asti, perde consenso durante l’annata, ma consolida i volumi nelle Festività: è ancora il primo brand-spumante dolce al mondo per consumo, con concentrazione dei consumi e dei Paesi a fronte di un passato con presenze anche in 90 Paesi.

Anche fra i consumatori esteri vince il gusto “extra-brut e brut” arrivando oltre 7 bottiglie su 10 consumate durante le feste. Come già evidenziato a fine 2015, quest’anno conferma la crescita  dei consumi nell’Horeca straniera di qualità con circa il 22% di tutte le bottiglie italiana stappate: una bollicina bianco-rossa-verde non manca fra i ristoranti italiani, ma è presente anche in locali internazionali.

“ Sdoganato – soddisfatto, chiosa Comolli – era un grande obiettivo già nel 2005, ora occorre alzare l’asticella del valore aggiunto. Il divario di prezzo al consumo fra bollicine italiane e straniere si è molto accorciato, soprattutto durante le feste. Resta ancora troppo alto il gap di prezzo all’origine. Bisogna lavorare di più con  esportatori e importatori.”

In leggera flessione i consumi di Cava e Champagne dopo gli exploit delle Festività 2015-2016. Dati condivisi con altri osservatori di ricerca mercati e consumi: a parità di volumi consumati fra Champagne e Sistema Prosecco, il fatturato al consumo è più di tre volte a favore dei francesi anche se durante le festività 2016 si è assistito a qualche forte ribasso di prezzo dei marchi di Champagne.  Schematizzando, su 10 bottiglie italiane stappate all’estero in queste Festività, 6 sono state di Prosecco, 2 di Asti, meno di mezza bottiglia di metodo tradizionale (quasi solo Franciacorta e Trentodoc), quasi 2 bottiglie di altri metodo italiano.

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Docente Contratto Distretti Produttivi-Turistici
Mob +393496575297

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