Milano: Alla Rotonda della Besana «De 3 en 3» di Javier Marín

By Redazione

 

Da oggi, mercoledì 26 novembre, al 6 gennaio 2009, alla Rotonda di via Besana sarà aperta al pubblico la mostra «De 3 en 3» dell’artista messicano Javier
Marín. L’esposizione è promossa dal Comune di Milano in collaborazione con la Galleria Barbara Paci e con il sostegno di Terreno Baldio Arte (Messico), ERSEL –
Gestione Patrimoni, Gobbetto e M&C Studio Architetti Associati.

Oltre alle opere esposte alla Rotonda, alcuni lavori monumentali del giovane scultore sono stati sistemati in Piazzetta Reale, sullo Scalone di Palazzo Reale e in Piazza della Scala.

«Il tempo come racconto – ha detto l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory – e il racconto è incarnato nell’uomo, colto dall’artista con la
bocca semi aperta, con gli occhi semi chiusi, non di rado travagliato».

«Questo – ha aggiunto l’assessore – mi pare il messaggio della mostra che ingaggia con Milano una riflessione sul senso della conquista del tempo».

Javier Marín
De 3 en 3
26 novembre 2008 – 6 gennaio 2009
Rotonda di via Besana, Piazzetta Reale, Scalone di Palazzo Reale, Piazza della Scala

L’uomo ed il suo difficile cammino, tra forza e fragilità, conquiste e sconfitte. Una profonda ricerca quella compiuta dal giovane artista messicano Javier Marín,
protagonista della mostra «De 3 en 3» promossa dal Comune di Milano-Cultura con la collaborazione della Galleria Barbara Paci e con il sostegno di Terreno Baldio Arte
(Messico), ERSEL – Gestione Patrimoni, Gobbetto e M&C Studio Architetti Associati.

Con un percorso che coniuga efficacemente forme e fonti europee e caratteri propri della sua terra d’origine, Marín, già noto in Italia per la sua significativa
partecipazione nel 2003 alla Biennale di Venezia e reduce dal grande successo della mostra realizzata nell’estate 2008 a Pietrasanta, interpreta alcuni dei luoghi simbolo di
Milano.

Un suggestivo ed articolato percorso tra la Rotonda di via Besana, Piazzetta Reale, Scalone di Palazzo Reale e Piazza della Scala, racconterà, attraverso la scultura, i simboli e
le tematiche care alla cultura pre-ispanica tipica dell’area mesoamericana: dalla civiltà olmeca fino a quella atzeca, vera radice dell’odierno popolo messicano.

Javier Marín, che si ferma ad indagare le complesse dinamiche della vicenda umana, guardando retrospettivamente per una conoscenza del presente attraverso la storia, ha fatto
tesoro della lezione dei grandi maestri italiani e francesi del Cinquecento – in particolare Pontormo, Rosso Fiorentino e Michelangelo – legandola ad immagini e soggetti propri della
cultura messicana. Ecco dunque prendere forma corpi solidi e scattanti, ritratti dallo sguardo sensuale, colori caldi che ben si mescolano a sensibilità barocche.

Per le sue sculture l’artista privilegia la resina, in quanto materiale duttile, estremamente contemporaneo, che mescola con semi di amaranto, carne secca, petali di fiori, foglie
di tabacco, creando colorazioni e sfumature originali, dove la trasparenza della resina si fonde ai colori della natura e della cultura del Messico. Marmi e bronzi completano
l’itinerario creativo.

Lo spazio espositivo all’interno della Rotonda di via Besana sarà dominato da una grande «ruota» (di cinque metri di diametro) composta di decine di frammenti
di corpi umani in resina color carne. L’imponente ruota è il simbolo universale di tutte le inutili guerre combattute dall’uomo: vortici di corpi distrutti, smembrati
e senza possibilità di fuga. A questo si unisce la simbologia del cerchio di corpi tanto cara alla cultura azteca, considerata da Marín il suo reale e genuino background
culturale. La scultura, dal titolo Chalchihuite, reca un potente messaggio di appartenenza alla cultura e all’arte pre-ispanica. Javier Marín intende riproporre tali radici
storiche per affermarne valore e dignità attraverso il ricomporsi di precise e dirette simbologie.

Semplicemente primordiale, invece, è il corpo umano, protagonista del resto dell’esposizione con sculture di medie e piccole dimensioni, realizzate in marmo, bronzo e
resina. Una fisicità composta, talvolta, di pezzi e di frantumi legati insieme, un ammasso assemblato appositamente a posteriori con risultati volontariamente imperfetti, che
restituiscono a questo «uomo plurimo» una sorta di unicità ricomposta. L’uomo è ancora quello rinascimentale, padrone della prospettiva che tutto ordina,
anche se, evolvendo, sa usare il passato per potersi definire «contemporaneo». Un uomo segnato dal tempo, perciò, dalla negatività e dalla positività
della vita, che si ferma a pensare, a riflettere, non senza una vena di autentica autocritica.

In Piazzetta Reale saranno collocate nove opere, un vero e proprio corteo di cavalli e cavalieri sorretti da alti piedistalli. Per l’artista è fondamentale trasmettere il
doppio messaggio di potere e perdono: potrebbero essere i conquistadores che attendono, frementi, di partire per la battaglia oppure i coraggiosi difensori di una città inerme.

L’impianto espositivo si completa, in Piazza della Scala, con due sculture monumentali raffiguranti volti umani. L’artista li pone rotolanti e monumentali sul terreno:
rappresentano il naturale ed inevitabile crollo delle ideologie. Questi volti, divisi dal robusto corpo che li sorreggeva, acquistano finalmente una natura mortale e non più
ostile.

Cenni biografici

Javier Marin è nato a Uruapan, Michoacán (Mexico) nel 1962. Ha studiato dal 1980 al 1983 presso la Scuola Nazionale di Art Visive (Accademia di San Carlo)
dell’Università Nazionale Autonoma del Messico, di Città del Messico dove vive e lavora.

Formatosi all’inizio come pittore ed incisore, ha poi condotto la sua indagine artistica verso la scultura in terracotta, resina e bronzo. All’inizio del 1983 ha cominciato
a partecipare ad esposizioni collettive mentre è di tre anni più tarda la sua prima personale. Da quel momento, con più di cinquanta mostre personali ed un vasto
elenco di mostre collettive, il suo lavoro è stato presentato in istituzioni culturali e spazi pubblici di grande importanza in America Latina, Stati Uniti ed Europa.

Tra gli eventi europei spiccano: personale nel 2000 presso Espace Pierre Cardin, Parigi; la presenza alla 50th Biennale d’Arte di Venezia del 2003 (Padiglione Messico); la grande
installazione pubblica realizzata in Plaza de Cibeles a Madrid nel 2007, e, sempre nello stesso anno, la prima mostra personale dell’artista presso Barbara Paci Galleria
d’Arte, a Pietrasanta (Lu). Nell’estate 2008 la grande anteprima di «De 3 en 3» ancora a Pietrasanta, in piazza del Duomo e all’interno del complesso di
Sant’Agostino.

I suoi lavori sono stati esposti, tra gli altri, nei seguenti spazi: 1996 – Museo del Palacio de Bellas Artes, Mexico City; 1997 – Nohra Haime Gallery, New York; 1999 – The Museum of
Art, Fort Lauderdale, Florida; 2000 – Espace Pierre Cardin, Paris; 2003 – 50th Biennale di Venezia, Venezia; 2005 – Galeria Ignacio de Lassaletta y Asc, Barcellona; 2005-2006 Travelling
exhibition to Guatemala, Costa Rica, Colombia, Paraguay; 2007 Barbara Paci Gallery, Pietrasanta, Italy; 2007 – Plaza de Cibeles, Madrid.

Arte e Mercato
Javier Marìn e la Reconquista del bello

mercoledì 26 novembre, ore 16.00
Palazzo Reale, Milano

Mercoledì 26 novembre alle ore 16.00, in occasione dell’apertura di «De 3 en 3», la grande mostra che la Città di Milano e Palazzo Reale dedicano all’opera
dello scultore messicano Javier Marìn la Fondazione Erasmo 3000, in collaborazione con il Consolato del Messico a Milano, organizza «Arte e mercato: Javier Marìn e
la Reconquista del bello», una tavola rotonda per riflettere sul forte ritorno della figurazione nello scenario creativo internazionale e sull’importanza, per Milano, di sapersi
rappresentare nel mondo anche attraverso la scelta di un contemporaneo ispirato al vero e al bello, in grado di dialogare con lo splendido patrimonio artistico e architettonico che la
Città ha il compito di conservare e valorizzare al tempo stesso. Un’arte di ispirazione antica e «mediterranea» come quella di Javier Marìn, che nelle sue
sculture reinterpreta con sensibilità contemporanea alcuni tòpoi della cultura precolombiana e della nostra classicità, lanciandosi alla Reconquista del Vecchio
Continente da un’idea di verità e armonia che per noi è sinonimo di bellezza per eccellenza.

Saluto iniziale

Ambasciatore Benito Andion
Console Generale del Messico e Decano del Corpo Consolare di Milano

Intervengono

Matteo Brega
Università Iulm
Eduardo Mier Y Teran
Gallerista e mercante d’arte
Ercilia Gomez Maqueo
Critica d’arte e curatrice museale
Davide Bigalli
Università degli Studi di Milano
Stefano Zecchi
Università degli studi di Milano

 

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