Miele Italiano, rischio estinzione

Miele Italiano, rischio estinzione

By Redazione

Il miele italiano è prodotto in situazione paradossale.

Dall’altra, è un eccellenza nostrana, capace di unire la varietà, più di 50 tipi, legati alle fioriture mediterranee, alla tradizione: un miele di timo siciliano è
totalmente differente.

Dall’altro, rischia seriamente di scomparire, colpito da una serie di circostanze sfavorevoli.

La prima, le recenti condizioni climatiche inusuali, con primavera piovosa ed estate torrida responsabili della scarsità di nettare, materia prima per le api. A contorno, malattie gravi
che hanno colpito castagno ed eucalipto, due principali fornitori vegetali, in lento ma inesorabile decadimento.

E poi, il miele straniero. Supermercati e negozi presentano miele creato all’estero, Cina ma anche Paesi sudamericani, Argentina in primis. Nonostante sia di qualità nettamente
inferiore, si fa apprezzare grazie ad un prezzo più che inferiore. Risultato, il consumatore alle prese con la crisi abbandona il Made in Italy per il surrogato che viene dall’estero.

Tutto questo mette in crisi un sistema complesso. Il miele italiano non è solo miele, ma un’insieme di associazioni di produttori. La più famosa, Le città del Miele, unisce
alla “normale” degustazione del frutto del lavoro dell’ape visite sul territorio ed altri eventi culturali. L’apicultore diventa così il difensore di un sistema economico, colui che
permette ad un territorio di mantenersi vivo, sia economicamente che ecologicamente.

Perciò, acquista valore l’esortazione di Hubert Ciacci, presidente della Settimana del miele di Montalcino: “Rinunciate alla varietà preferita e scegliete il classico millefiori
italiano piuttosto che un qualunque prodotto di indubbia provenienza estera”.

Matteo Clerici

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD