Mercati: Confagricoltura, zootecnia in affanno

Mercati: Confagricoltura, zootecnia in affanno

Zootecnia in affanno anche nella prima metà di ottobre. Lo evidenzia Confagricoltura che sta da tempo monitorando mercati e quotazioni. Fondate le preoccupazioni per la capacità
di tenuta economica degli allevamenti.

Per il mercato del latte ovino – sottolinea Confagricoltura – le piazze sarde stentano a definire le basi per il rinnovo dei contratti; mentre quelle del Centro Italia propongono ipotesi di
prezzo assolutamente non remunerative.

Il mercato avicunicolo, nelle ultime settimane, è stato caratterizzato da una fase di assestamento, dopo un periodo abbastanza soddisfacente. Qualche timido segnale positivo, dopo una
forte stagnazione, è stato rilevato da Ismea nel segmento dei conigli. Per le altre specie avicole, tacchini, galline ecc., persistono evidenti incertezze, tranne che per il comparto
delle uova che sta mostrando una fase di crescita.

Nel settore bovino i listini evidenziano una sostanziale stabilità delle quotazioni, con lievi aggiustamenti al ribasso su alcune piazze. Per i capi vivi da macello le rilevazioni Ismea
sembrano confermare un ritmo stabile degli scambi, ma a prezzi inferiori rispetto allo scorso anno; le transazioni sono diminuite nel comparto dei vitelloni e delle vacche. Aumentate in quello
dei vitelli.

Confagricoltura segnala grosse incertezze e tensioni nel settore suinicolo. La tendenza complessiva dei valori medi di mercato per i capi da macello – appartenenti o meno al circuito del
tutelato – volge al ribasso.

Anche l’attività della CUN (la Commissione Unica Nazionale costituita nell’ambito degli accordi sottoscritti un anno fa dalla filiera) risente della situazione di incertezza non
riuscendo a trovare un accordo, per la terza settimana consecutiva, su quotazioni condivise tra allevatori e macellatori.

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