Meglio Prenotare, storie italiane di ristoranti affermati

Meglio Prenotare, storie italiane di ristoranti affermati

Purtroppo non sono potuto andare alla presentazione dell’amico Roberto Martinelli a Host.

La stima che ho per lui e l’amicizia ultraventennale mi impongono di dover rimediare, almeno con una citazione dell’opera che mi ha segnalato e che spero di poter leggere presto.

Pare che in Italia, ogni anno, siano almeno un migliaio i libri e le pubblicazioni di enogastronomia che vengono messe in stampa dalle case editrici.
E più si scrive e meno si fa.
Quando in tutte le case si cucinava tutti i giorni, non c’era certamente bisogno di libri e ricettari. E chi poteva permettersi di andare al ristorante, o era costretto a mangiare fuori per
lavoro, si informava attraverso il passaparola oppure si fermava alla prima locanda, ma ancora oggi è valido il concetto: “dove ci sono i camionisti si mangia bene”.  

Negli ultimi anni hanno fatto storia le famose Guide, per alcuni vere e proprie Bibbie. Per alcuni, un ristorante che non sia presente in queste Pagine Gialle del gusto…non è un
ristorante. (ma a casa loro mangiano solo piatti riscaldati al microonde).

Qualcuno dice che il tempo delle Guide è finito. Forse.
Sicuramente è finito lo strapotere che avevano le più blasonate.

La globalizzazione ha messo sullo stesso piano piccoli e grandi, bravi e meno bravi. Le fonti di informazioni si sono moltiplicate e, se quache tempo fa, una stroncatura di un gastronomo di fama
poteva essere la rovina di un locale, oggi ben poco importa. E non sono pochi i ristoranti  ed i ristoratori che hanno solo il cielo stellato, non sono presenti in alcuna guida ma per
andarci a mangiare è “Meglio prenotare”!

Piuttosto ci si chiede se la ristorazione italiana, quella vera dei cuochi (non quella degli Chef artistoidi che, come pittori  astrattisti   “fai da te”, imbrattano di colori e
sapori contrastanti, chiamandoli  “piatti provocatori”…ma non sanno fare un uovo al tegamino) ha un futuro, se c’è spazio per i figli di questi tenutari della cultura culinaria
italiana, ricca di mille sfaccettature di mille territori, di mille dialetti.

Ci chiediamo anche quale sia la motivazione che ha spinto cinque autori a dedicare tempo prezioso alla stesura di questa opera (non certo il guadagno, anche se auguriamo loro grande successo in
libreria e le vendite on line) ma ben venga se riesce nel suo intento e se può aiutare la buona ristorazione.

 
Meglio Prenotare, storie italiane di ristoranti affermati
Presentazione della prima edizione 2012
 
In occasione di Host, il salone dell’ospitalità professionale, il giornalista Maurizio Di Dio, curatore della rivista La Pentola d’Oro, ha presentato al pubblico professionale di Host gli
autori della guida “Meglio prenotare – Storie italiane di ristoranti affermati” in due distinti talk-show.

Entrambi gli eventi hanno visto un pubblico composto da chef, ristoratori e giornalisti molto incuriosito dalla formula che sta alla base della guida: “Non abbiamo scritto una guida con
l’intento di assegnare punteggi, ma di raccontare storie di ristoratori, cuochi, imprenditori e famiglie che hanno portato al successo il loro locale. Abbiamo voluto mettere in evidenza un
aspetto a cui raramente si dà voce: quali sono i motivi e le scelte per cui un locale è apprezzato dalla clientela fino a creare fidelizzazione, passaparola positivo, la
necessità di prenotare perché è spesso pieno. E lo abbiamo fatto selezionando 160 locali italiani, trasversali come tipologia che vanno dal ristorante stellato alla
pizzeria, per offrire un ideale viaggio in Italia per i viaggiatori golosi e curiosi. Ma soprattutto per dare ad altri ristoratori la possibilità di conoscere i motivi di un successo,
trarne eventuali spunti di riflessione per il loro locale” ha spiegato Roberto Martinelli, direttore di Edizioni Catering e della rivista Catering, autore della approfondita introduzione alla
guida.

Meglio Prenotare, alla sua prima edizione, raccoglie dunque 160 storie di ristorazione italiana, selezionate grazie ad un pool di suggeritori esperti di ristorazione distribuiti in tutte le
regioni italiane. Il criterio di indicazione era appunto quello di indicare locali premiati dalla clientela per i motivi più diversi: dalla cucina al rapporto qualità-prezzo, dal
servizio alla selezione delle materie rime di qualità, dalla storia del locale all’innovazione.

Intorno a queste segnalazioni hanno poi lavorato i cinque autori della guida: Alfredo Antonaros, Luigi Franchi, Alessandra Locatelli, Antonio Longo, Roberto Martinelli.

“Non è certo una base statistica quella che abbiamo voluto rappresentare, il numero è sicuramente esiguo rispetto alle migliaia di luoghi di consumo fuori casa che ci sono in
Italia. Ma abbiamo volutamente scelto, coprendo comunque tutte le province italiane, locali che corrispondono ai desideri di chi li frequenta e tale frequentazione testimonia palesemente la
capacità del ristoratore di assecondare buona parte delle aspettative della clientela. Non diciamo tutte ma con molta probabilità un buon numero: altrimenti il locale non sarebbe
gradito e quindi nemmeno affollato. Gli elementi che confermano la fortuna di queste attività emergono casualmente e sono state trascritte senza alcuna priorità. Sono state
evidenziate come così ci sono apparse dai racconti dei protagonisti. È molto probabile che il lettore possa avvertire nelle sue riflessioni altri elementi oltre quelli evidenziati
da noi. Se ciò fosse sarebbe una ulteriore conferma della scelta di quel locale” ha ribadito Roberto Martinelli nel corso delle presentazioni.

La guida è in vendita, al costo di 13 euro, online sui principali bookshop (Amazon e IBS).

Giuseppe Danielli

Newsfood.com+WebTv

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