Meataly Brian&Berry, la buona carne piemontese in piazza San Babila, a Milano

Meataly Brian&Berry, la buona carne piemontese in piazza San Babila, a Milano

A Milano apre Meataly Brian&Berry, 12 piani di shopping experience in p.zza San Babila, all’interno dle quale una nuova hamburgheria di qualità firmata La Granda.

Amburgher ma non solo, carne di qualità di un’associazione composta da una sessantina di allevatori  nata circa a metà degli ani Novanta, che sotto regia del dott. Capaldo hanno creduto e dato vita ad un progetto di rilancio della razza bovina piemontese e ad una rivalorizzazione del consumo di carne di qualità. Quasi tutti i produttori provengono dal Consorzio di Tutela della Razza  Bovina Piemontese e dall’ insegnamento del suo fondatore, il dott.  Francesco Delfino. Qui, all’ interno del Consorzio, hanno cercato e raccolto gli stimoli necessari per tentare di dar forma ad un nuovo  progetto, capitanato in prima persona proprio da loro stessi. Consapevoli delle molteplici differenziazioni che il mercato è andato via via assumendo, i componenti de “La Granda” si sono rivolti ad un diverso modello di consumatore che ormai, è diventato una realtà  commerciale tutt’ altro che trascurabile.
Partendo da un standard produttivo già elevato, gli allevatori della  razza bovina piemontese hanno cercato di coagulare nel progetto “La  Granda” le esperienze trascorse all’ interno del Consorzio: una nuova  idea di produzione attenta alla materia prima, alla salubrità ma anche al  gusto stesso della carne, un attento disciplinare, una diversa sensibilità  verso le problematiche legate al benessere animale e, soprattutto,  la voglia di compiere un grande salto di qualità all’interno del mondo zootecnico – alimentare bisognoso di diversificazioni.

Gli allevatori de “La Granda” si rivolgono a un mercato attento, che ha l’esigenza di conoscere l’ identità non solo di razza ma anche di modello produttivo della carne, conoscere non solo la provenienza ma soprattutto il tipo di alimentazione dell’ animale. Il successo dell’ultimo anno ha premiato le scelte dell’ associazione, segno tangibile che il consumatore selettivo esiste e che in generale anche per la carne si è disposti, come già per il vino e i formaggi, a documentarsi un po’ di più.

Intervista a Sergio Cataldo:

Dopo un’apertura così importante nel cuore di Milano quali sono le aspettative per un’azienda come La Granda?

L’aspettativa è grande perché abbiamo puntato alto avendo avuto l’opportunità di essere qui a Milano, non questa location vuole essere la partenza per puntare all’estero, dove sono convinto ci sia una grande richiesta di carne italiana. La mia scommessa è quella di presentare nelle diverse capitali europee la carne italiana allevata secondo i nostri principi. So che c’è un mercato che ci aspetta, anche se fino ad oggi non abbiamo ancora avuto il coraggio di andare oltre confine, dove dobbiamo arrivare e proporre un prodotto da competizione, dove credo oggi possiamo arrivare senza problemi.

In un momento di grande confusione e crisi di settore quali sono le possibilità che possono esserci a livello internazionale?

Penso ci possano essere molte opportunità perché lo dicono i dati, da quando è nata La Granda i nostri numeri sono sempre stati in positivo e anche quest’anno le nostre vendite stanno crescendo del + 27%. La grande richiesta c’è perché l’importante è lavorare bene senza esagerare, bisogna saper mantenere in equilibrio la qualità con un prezzo, se si riesce a non esagerare con il margine automaticamente migliora il profitto. Se si riesce a stare in armonia  fra chi produce chi trasforma e chi consuma questa è una regola fondamentale. Dobbiamo capire che non si può di approfittare ne di chi compra e ne di chi vende. Un prodotto è di qualità quando ha non solo un packaging ma dei contenuti importanti, qualcosa che parte sia dalla genetica, che dall’alimentazione e dall’ambiente in cui vivono gli animali.

Quali sono le prossime aperture all’estero?
Sul tabellone ci sono Parigi e Londra, oltre a un’importante apertura che stiamo trattando per il prossimo autunno. Anche se c’è un momento politico difficile che spero si risolva presto, proprio oggi ho parlato con dei corrispondenti locali per un’apertura a Mosca prevista per ottobre.

Mascia Maluta
per Newsfood.com

NOTE SU LA GRANDA

“La Granda” è un’associazione composta da una sessantina di allevatori nata circa a metà degli ani Novanta.

Gli allevatori de “La Granda”, riunitisi autonomamente con l’ aiuto e la regia del dott. Capaldo hanno creduto e dato vita ad un progetto di rilancio della razza bovina piemontese e ad una rivalorizzazione del consumo di carne di qualità: meno carne ma di qualità!

Quasi tutti i produttori provengono dal Consorzio di Tutela della Razza Bovina Piemontese e dall’ insegnamento del suo fondatore, il dott. Francesco Delfino. Qui, all’ interno del Consorzio, hanno cercato e raccolto gli stimoli necessari per tentare di dar forma ad un nuovo progetto, capitanato in prima persona proprio da loro stessi.

Consapevoli delle molteplici differenziazioni che il mercato è andato via via assumendo, i componenti de “La Granda” si sono rivolti ad un diverso modello di consumatore che ormai, è diventato una realtà commerciale tutt’ altro che trascurabile.

Partendo da un standard produttivo già elevato, gli allevatori della
razza bovina piemontese hanno cercato di coagulare nel progetto “La Granda” le esperienze trascorse all’ interno del Consorzio: una nuova idea di produzione attenta alla materia prima, alla salubrità ma anche al gusto stesso della carne, un attento disciplinare, una diversa sensibilità verso le problematiche legate al benessere animale e, soprattutto,
la voglia di compiere un grande salto di qualità all’interno del mondo zootecnico – alimentare bisognoso di diversificazioni.

Lontani dal patetico tentativo di intralciare il cammino e di competere con la grande distribuzione, gli allevatori de “La Granda” hanno voluto rivolgersi ad una fetta di mercato più attenta, quella che aveva l’esigenza di conoscere l’ identità non solo di razza ma anche di modello produttivo della carne, prodotto indistinto da sempre. In parole povere, conoscere la provenienza ma soprattutto, il tipo di alimentazione dell’ animale.

Il successo dell’ultimo anno ha premiato le scelte dell’ associazione, segno tangibile che “l’altro” consumatore esiste e che in generale anche per la carne si è disposti, come già per il vino e i formaggi, a documentarsi un po’ di più. Una sessantina di allevatori non rappresenta certo l’intero mondo della Piemontese, ma una sua differenziazione sì. Soprattutto rappresenta una diversa filosofia di produzione.

Per una volta è stata “La Granda” a mettere dei paletti: la carne c’è,
il prezzo è il risultato di una accordo con i macellai e i consumatori: entrambe disposti a spendere un po’ di più per avere un prodotto di alta qualità.

“La Granda” ha voluto riscoprire e rivalorizzare, sia nel momento
della commercializzazione che in quello delle relazioni esterne, il ruolo dell‘allevatore – produttore. Lui solo, padrone del suo prodotto, è in grado di andare alla ricerca di un diverso tipo di consumatore, di presentarsi, confrontarsi con altre realtà produttive. Anche con chi, a causa degli ultimi fatti di cronaca, nutre legittime diffidenze verso il prodotto carne, per dare finalmente volto ad un mondo produttivo che fino ad oggi ha penalizzato consumatori e produttori, premiando unicamente l’ anello intermedio della catena.

 

Una Vera Etichetta Parla Chiaro!

MACELLERIA : NOME COGNOME INDIRIZZO
TAGLIO
BOLLITO SENZA OSSO

RAZZA : PIEMONTESE SESSO : femmina / maschio CATEGORIA : vitellone / manzo / bue
ETA’ IN MESI : MESI…….
AURICOLARE N° IT00…………

NATO IN : ITALIA INDIRIZZO
INGRASSATO IN : ITALIA PER MESI : …….
Da AZIENDA AGRICOLA : NOME COGNOME MACELLATO IN : ITALIA M.. USL… IL ………. CARNE ETICHETTATA DA : ENTE AUTORIZZATO AUTORIZZATO N° : IT00…..
ORGANISMO INDIPENDENTE : INOQ

Preincartato data…….. Peso Netto …….. KG.

QUESTA ETICHETTA E’ INEQUIVOCABILE : UN SOLO AURICOLARE
UN SOLO PROPRIETARIO
UN SOLO ANIMALE

MARCHIO PRODUTTORI MARCHIO ENTE CERTIFICATORI

Redazione Newsfood.com

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Commenti ( 2 )
  1. Francesco
    20 Marzo 2015 at 3:18 pm

    sono scomparse insegne e marchi meataly dallo store ” brian e barry” in via durini a milano.
    la mac srl, società che ha avuto in licenza d’uso il marchio “meataly” xxxxxxxx ha preferito toglierlo quando si è vista notificare gli atti da parte di una piccola società agricola della provincia perugia, la quale vanta diritti anteriori di registrazione.
    il marchio meataly è stato così rimosso dallo store e la mac srl ha girato la responsabilità dell’accaduto direttamente al gruppo xxxxxx che gli aveva dato il marchio in licenza d’uso.
    peccato che in questa storia non si possono acquistare pagine di giornale per fare i complimenti a chi copia con originalità visto che xxxxx non ha messo per nulla inventiva come il bengalese che ha scritto eat,alì.

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