Maxisequestro di pesce in un centro agroalimentare a Roma

 

Fiumicino (Roma) – 400 kg di pesce sono stati sequestrati e tre persone sono state denunciate dal Nucleo Operativo Difesa Mare della Capitaneria di Porto di Roma-Fiumicino,
presso il mercato ittico del Centro agroalimentare della Capitale. I militari, circa una decina gli uomini impegnati, hanno compiuto una vasta operazione di polizia giudiziaria
conducendo un controllo a tappeto delle attività commerciali presso il mercato ittico del centro agroalimentare che si trova a Guidonia, vicino a Roma, e in alcuni mercati
rionali della Capitale. L’operazione, per il controllo del rispetto della normativa in materia di pescato, aveva come obiettivo la verifica dello stato di conservazione, la
tracciabilità e la regolarità del pescato stesso. Sono state denunciate tre persone per detenzione e commercializzazione di novellame. Il prodotto ittico, polpo (octopus
vulgaris) e nasello (merlucius-merlucius), per un quantitativo di circa 400 kg, è stato sequestrato in quanto al di sotto delle misure minime consentite dalla normativa nazionale
ed europea. I controlli inoltre hanno riguardato alcuni mercati rionali, in particolare nella zona di Cinecittà: elevati 16 verbali amministrativi per 20mila euro complessivi per
mancanza di etichettatura.

“Gli interventi di controllo e le eventuali sanzioni a carico di operatori colti nella flagranza di illeciti, anche veniali ed irrilevanti per la buona salute del consumatore,
troveranno sempre il consenso e la gratitudine della società di gestione del Centro Agroalimentare di Roma per i pubblici ufficiali impegnati a garantire la trasparenza del
mercato e la sicurezza del consumatore, nonché la continuità, la capillarità e la professionalità dell’opera di prevenzione che fa del Car un mercato
esemplare a tutti i livelli”.

Lo sostiene, in una nota, l’ufficio stampa del Cargest.

Il sequestro, precisa la nota, ha riguardato “quasi esclusivamente merluzzi di misure inferiori ai minimi consentiti dalla legge (circa 350 kg), ma di nessun danno alla salute dei
consumatori, neanche ipotetico o eventuale, giacché la merce era tenuta in condizioni igienico-sanitarie perfettamente idonee e riscontrate come tali”.

Cargest sottolinea altresì l’estrema esiguità quantitativa del sequestro effettuato nel Car, quindi la minima rilevanza commerciale della partita.

“Sbrigativamente e frettolosamente definita ‘maxisequestro’, la requisizione avvenuta – sostiene la società di gestione – ha investito una percentuale del prodotto ittico
quotidianamente commercializzata presso il Centro Agroalimentare Roma dell’ordine di uno striminzito 0,2%. Il che, secondo i normali parametri annonari, non corrisponde certo ai termini
dei “maxisequestri”, quanto e bensì, a quelli di un pur meritorio e benvenuto intervento di routiné”.(ANSA).

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