Marrazzo: «più liberi perchè non più precari»

Lazio, 10 Dicembre 2007 – Entro giovedì anche gli ultimi 120 lavoratori di Lazio Service saranno stabilizzati, giunge così al termine il processo di stabilizzazione degli
oltre mille dipendenti della società regionale; se ne è parlato nel corso del convegno “Contro ogni forma di precariato – diritti e doveri per una migliore qualità dei
servizi”, che si è tenuto questa mattina a Villa Piccolomini con la partecipazione del presidente Marrazzo, del Ministro del Lavoro Cesare Damiano, dell’assessore regionale al Personale
Marco di Stefano, del presidente e dell’amministratore delegato di Lazio Service Sergio Scicchitano e Tonino D’Annibale.

“Oggi ho sentito pronunciare troppi ringraziamenti – ha esordito il Presidente della Regione Lazio , dopo il minuto di silenzio dedicato agli operai morti nell’acciaieria di Torino – Non ce ne
è bisogno, perchè voi avevate un diritto, non diverso da quello che hanno centinaia di migliaia di persone in questo Paese. E’ stato difficile supportare la vostra
stabilizzazione, nessuno ci credeva e ci sono stati momenti in cui si è dubitato. Ma la nostra forza sono stati i cittadini. Voi siete la testimonianza – ha concluso il presidente – che
la politica, quando vuole, può disancorarsi dagli interessi di parte.

”Lazio Service, con il passaggio dal lavoro precario al lavoro stabile di oltre 1.000 persone – ha dichiarato nel suo intervento il Ministro del Lavoro Cesare Damiano – è un esempio da
citare, che va nella direzione di dare un futuro e una certezza ai lavoratori. Il lavoro, infatti, è un fattore di identità e di emancipazione e far tornare il lavoro visibile non
è solo un tratto politico, ma anche culturale”.

Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore al Personale, Marco Di Stefano, per «il risultato straordinario. E’ ora necessario – ha precisato – ridare dignità
professionale a questi lavoratori e consentire che laureati ricoprano incarichi all’altezza delle loro competenze».

Analizzando i numeri della società di servizi, emerge che il 60% dei lavoratori ha il diploma, il 30% e’ laureato e solo il 9% ha la licenza media. Il 50,7% è’ composto da maschi
mentre il 67,4% è celibe o nubile. Bassa la percentuale di assenteismo: 3,46%.

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