Marco Zorzettig, la grande birra dalle terre del vino

Marco Zorzettig, la grande birra dalle terre del vino

Marco Zorzettig è uno dei grandi nomi dell’agroalimentare del Nord-Est: in una terra dominata dal vino e piagata dalla crisi (e dal desiderio di andare oltrefrontiera), ha avuto il
coraggio di scommettere e vincere con la sua birra, Gjuilia.

Fin dalle origini, l’anima della bevanda è stata palese: una birra agricola, fatta
con ingredienti a Km 0, l’orzo della locale abbazia di Rosazzo ed il tutto lavorato nel vicino stabilimento di San Pietro al Natisone. Non filtrata, né pastorizzata, Gjulia può
vantare il 91% di materie prime locali.

Iniziata nel 2012, la produzione di Zorzettig e collaboratori è partita con 40.000 bottiglie, presto esaurite: in base al programma, entro dicembre verranno prodotte 15.000 bottiglie,
per poi arrivare a 200.000 nel 2014.

E la birra piace: Gjulia viene infatti esportata in Europa, soprattutto Germania ed Austria, ma anche in Russia, USA e Cina. Merito della collaborazione con Mirco Masetti, mastro birraio di
consumata abilità. E merito della varietà, portata da quattro tipologie di birra: Nord bionda (Aquilonis), Est bianca, di frumento (Orientem), Sud nera (Meridiem), Ovest ambrata
(Occidems). A spiccare, però,

è Grecale, birra bionda in produzione limitata ed anima fortemente friulana, con un 5% di mosto di Picolit, il vino passito tipico dei Colli orientali del Friuli e conosciuto in tutto il
mondo. E adesso c’è anche un altro progetto in vista, anzi un’altra birra: si chiamerà “Nostrana” e sarà realizzata grazie a orzo e luppolo biologici.

Matteo Clerici

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