Marco Viroli, autore di ‘Un secolo di passione’ della Famiglia Caffo… Vecchio Amaro del Capo

Marco Viroli, autore di ‘Un secolo di passione’ della Famiglia Caffo… Vecchio Amaro  del Capo

(vedi anche: Newsfood.com e Caffo, Amaro del Capo – clicca qui)

Milano, giovedì 29 settembre,
Libreria Mondadori di via San Pietro all’Orto
Dopo la presentazione ufficiale del libro “Un secolo di passione”, tenutasi lo scorso mese di maggio al Cibus di Parma, condotta dal giornalista Alessandro Cecchi Paone, giovedì 29 settembre, presso la libreria Mondadori di via San Pietro all’Orto a Milano, si è tenuto un incontro, condotto dal giornalista Giorgio Lonardi, al quale hanno partecipato Nuccio Caffo, amministratore unico di Distilleria F.lli Caffo, Loris Zanelli, CEO dell’agenzia PubliOne che ha progettato e realizzato il volume, e Marco Viroli, scrittore e giornalista, autore dei testi del libro.
marco-viroli-di-fronte-alla-vetrina-mondadori-a-milano-con-il-libro-un-secolo-di-passione-3Alla presentazione ha partecipato un folto e interessato pubblico che al termine ha potuto degustare un ricco buffet “annaffiato” da Capotonic, il cocktail che ha come elemento base il Vecchio Amaro del Capo, prodotto di punta della Distilleria F.lli Caffo.
Al termine della presentazione abbiamo intervistato Marco Viroli.

Da dove nasce l’idea di “Un secolo di passione”, il libro della storia della famiglia Caffo, pubblicato da Mondadori?
Il libro nasce dalla celebrazione di un centenario: 1915-2015. Nel 1915, infatti, dopo anni di esperienze e dopo enormi sacrifici, Giuseppe Caffo riuscì a coronare il suo sogno, rilevando un’antica distilleria a Santa Venerina, in Sicilia. Ed è proprio a questa data che si fa risalire la fondazione dell’impresa di famiglia, della quale Giuseppe Caffo assunse il totale controllo, senza immaginare che quella sua intuizione imprenditoriale avrebbe inaugurato un secolo di successi.
caffo-pubblico-alla-presentazione-a-milanoIn secondo luogo, ripercorrendo cento anni di storia, non solo della famiglia Caffo ma anche del nostro Paese, l’opera reca in sé il desiderio di rendere un affettuoso e sincero omaggio a tutti coloro che si sono impegnati nello sviluppo di un’impresa, diventata, alla sua quarta generazione, una delle più moderne e dinamiche realtà del mercato liquoristico italiano, un’azienda capace di tenere alta l’immagine dell’Italia e della sua vocazione all’eccellenza, in campo qualitativo, industriale commerciale e culturale.

In pratica come si è sviluppato il progetto del libro?
L’idea del libro nasce dall’amicizia e dalla collaborazione tra Loris Zanelli, CEO di PubliOne, e Nuccio Caffo, amministratore unico di Distilleria F.lli Caffo.
Quando Zanelli me ne parla, subito il progetto mi conquista. Così alla fine del 2014 passiamo una settimana a Limbadi con Pippo e Nuccio Caffo, realizzando interviste e raccogliendo materiale utile. Ma non solo, nel corso di quella settimana siamo stati strettamente a contatto con i collaboratori che quotidianamente prestano la loro opera con slancio ed entusiasmo per fare in modo che l’azienda cresca, sia qualitativamente che quantitativamente. Scopriamo così che ogni singolo dipendente Caffo si sente parte della “famiglia”, sente l’azienda come qualcosa di suo e per questo si impegna al massimo per ottenere i migliori risultati e perché ogni cosa funzioni al meglio.

caffo-un-secolo-di-passione-in-un-libroQuale è stato l’impulso, quale è stata la scintilla che ha fatto partire questa grande avventura imprenditoriale?
La storia narrata nel libro prende le mosse dalla grande passione imprenditoriale che da oltre un secolo è il motore della famiglia Caffo, una passione che ha radici profonde nel tempo.
Già nell’ultimo decennio dell’Ottocento, infatti, alle pendici dell’Etna, il fondatore Giuseppe Caffo, classe 1865, aveva iniziato a svolgere la lavorazione della feccia di vino per conto delle locali distillerie. L’azienda affonda le sue radici in Sicilia, in questa terra generosa in cui Giuseppe divenne maestro nell’arte della distillazione e della preparazione di liquori a base di erbe e frutti.
Una vocazione che si trasmise di generazione in generazione e crebbe negli anni Cinquanta del secolo scorso, anni in cui l’impresa si trasferì a Limbadi, in Calabria, dove ancora oggi ha sede il quartier generale. Da qui il presidente, Giuseppe Giovanni Caffo, e l’amministratore delegato, Sebastiano Giovanni Caffo, guidano un’impresa che ha varcato i confini nazionali e che ha nel Vecchio Amaro del Capo il suo simbolo e il suo prodotto di punta.

Com’è strutturato il libro e quali sono state le difficoltà nella sua stesura?
La genesi del libro nasce dall’idea della sua struttura, divisa in quattro capitoli:
Storia, Azienda, Prodotti, Comunicazione. Questo quattro capitoli dovevano dare un’idea complessiva di un piccolo miracolo italiano e dovevano essere esaurienti nel fotografare l’azienda Caffo a 100 anni dalla sua fondazione. Un’azienda alla cui crescita e al cui successo hanno contribuito quattro generazioni.
878_z_amarocapo3ltSubito si manifesta un limite. Un tempo infatti non c’era l’abbondanza che abbiamo oggi di immagini e documenti. Allora diventa indispensabile la ricerca negli archivi di famiglia. In questo modo tramite l’accesso alle fonti documentali e a quelle orali che la famiglia Caffo si tramanda di generazione in generazione è stato possibile ricostruire l’intera storia.
Oltre alle persone ci sono due paesi che sono parte integrante della storia della famiglia Caffo e nel libro diventano protagonisti: Santa Venerina (CT) in Sicilia e, dal 1952, Limbadi (VV) in Calabria. Due capitoli del libro sono dedicati perciò a questi due paesi e in questo caso è stato prezioso nella stesura l’aiuto delle locali amministrazioni nelle persone dell’assessore di Santa Venerina (CT) Maria Assunta Vecchio e del sindaco di Limbadi Giuseppe Morello

Una riflessione finale
La cosa straordinaria è che in questo libro ci sta l’Italia intera dal Sud al Nord: la Sicilia e la Calabria dove nasce, cresce e si svolge la storia della famiglia Caffo, la Puglia e il Friuli con le acquisizioni Caffo degli ultimi anni, la Romagna con l’agenzia PubliOne e il sottoscritto che hanno concepito e realizzato il progetto, Milano con Mondadori che ha deciso di pubblicare e distribuire il libro.
Inoltre, come sosteneva Indro Montanelli, “un paese che non ricorda il proprio passato è un paese senza futuro”… e noi italiani che questo passato ce lo abbiamo, ed è un passato glorioso, è giusto che lo esaltiamo per guardare al futuro con maggiore fiducia e ottimismo.
pippo-e-nuccio-caffoNel libro del centenario, la storia della famiglia Caffo attraversa tutte le varie fasi della storia italiana, a partire dalla fresca Unità in cui si muove il fondatore Giuseppe, passando attraverso due terribili guerre mondiali, alla ricostruzione e al boom economico, per giungere fino ai giorni nostri. La storia della famiglia Caffo diventa così la storia dell’Italia intera con le sue infinite eccellenze da scoprire e da mettere in luce. L’Italia con le sue tradizioni e la sua storia millenaria. Una storia fatta di sacrificio, di sudore e fatica, ma al tempo stesso una storia fatta di idee e intuizioni geniali e formidabili. Una storia unica che tutto il mondo ci invidia, come ci invidia i prodotti del nostro lavoro e della nostra terra.
Una storia e una cultura che vanno conservate e ricordate, per far sì che divengano motore di ripresa, motivo d’orgoglio e spinta trainante per riportare, come merita, il nostro Paese all’attenzione di tutto il mondo.
Per questo credo che dalla storia centenaria della famiglia Caffo ci sia tanto da imparare e tanto da mettere in pratica per ritrovare la via giusta da percorrere.

Redazione Newsfood.com

 

==============CHI E’ MARCO VIROLI================

Marco Viroli, scrittore, giornalista pubblicista e copywriter, è nato a Forlì nel 1961. Laureato in Economia e Commercio, nel suo curriculum vanta una pluriennale esperienza di direzione artistica e organizzazione eventi. Dal 2006 al 2008 ha curato le rassegne “Autori sotto la torre” e “Autori sotto le stelle” e, a cavallo tra il 2009 e il 2010, si è occupato di relazioni esterne per una fondazione di arte contemporanea. Tra il 2010 e il 2014 ha collaborato con “Cervia la spiaggia ama il libro” e con “Forlì nel Cuore”.
Autore di numerose prefazioni, dal 2010 cura la rubrica settimanale “mentelocale” sul free press settimanale «Diogene», di cui, dal 2013, è direttore responsabile.
Nel 2013 e nel 2014, ha seguito come ufficio stampa rispettivamente le campagne elettorali degli attuali sindaci di Dovadola (FC) e Forlì. Tra il 2014 e il 2016 è stato addetto stampa della Volley 2002, la squadra di pallavolo femminile forlivese che militava nei campionati nazionali di serie A1 e A2.
Dal 2013 collabora con l’agenzia di comunicazione integrata PubliOne.

Nel 2003 ha pubblicato la prima raccolta di versi, Se incontrassi oggi l’amore. Per «Il Ponte Vecchio» ha dato alle stampe Il mio amore è un’isola (2004) e Nessun motivo per essere felice (2007). Suoi versi sono apparsi su numerose antologie, tra cui quelle dedicate ai Poeti romagnoli di oggi e… («Il Ponte Vecchio», 2005, 2007, 2009, 2011, 2013), Sguardi dall’India (Almanacco, 2005) e Senza Fiato e Senza Fiato 2 (Fara, 2008 e 2010). I suoi libri di maggior successo sono i saggi storici pubblicati con «Il Ponte Vecchio»: Caterina Sforza. Leonessa di Romagna (2008), Signore di Romagna. Le altre leonesse (2010), I Bentivoglio. Signori di Bologna (2011), La Rocca di Ravaldino in Forlì (2012). Nel 2012 è iniziato il sodalizio con Gabriele Zelli con il quale ha pubblicato: Forlì. Guida alla città (Diogene Books, 2012), Personaggi di Forlì. Uomini e donne tra Otto e Novecento («Il Ponte Vecchio», 2013), Terra del Sole. Guida alla città fortezza medicea (Diogene Books, 2014), I giorni che sconvolsero Forlì («Il Ponte Vecchio», 2014), Personaggi di Forlì II. Uomini e donne tra Otto e Novecento («Il Ponte Vecchio», 2015). Nel 2014, insieme agli storici Sergio Spada e Mario Proli, ha pubblicato per «Il Ponte Vecchio» il volume Storia di Forlì. Dalla Preistoria all’anno Duemila.

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