Mangiare insetti per combattere la fame nel mondo

Mangiare insetti per combattere la fame nel mondo

La dieta a base d’insetti rappresenta il futuro. Non solo consentirà di sfamare la crescente popolazione mondiale, ma si dimostrerà meno inquinante dell’allevamento di bestiame.

Questa la soluzione proposta da una ricerca del dottor Arnold Van Huis, entomologo dell’Università di Waningen (Belgio) e presentata alle Nazioni Unite.

Il paper del ricercatore parte da un dato di fatto problematico, cioè la relazione tra aumento della popolazione della Terra ed aumento del fabbisogno alimentare (carne in primis).
Spiega Van Huis: “C’è una crisi della carne: la popolazione mondiale crescerà da 6 a 9 miliardi entro il 2050 e sappiamo anche che il consumo di carne è aumentato
drasticamente: 20 anni fa la media era 20 kg ora è di 50 e sarà 80 nei prossimi 2 anni. Se continuerà davvero in questo modo, avremo bisogno di un altro pianeta”.

Allora, secondo lo studioso è necessario un cambio di rotta globale, diffondendo nel mondo un alimentazione incentrata sugli insetti.

Tale sistema aiuterà a contrastare la fame nel mondo: gli insetti sono infatti ricchi di proteine, vitamine e minerali.

Inoltre, consumare scarafaggi, cavallette e compagnia aiuterà a mitigare l’inquinamento. Come fanno notare Van Huis e colleghi, il bestiame occupa il 60% dei terreni agricoli mondiali e
generi il 20% di tutti i gas serra del pianeta. Diversamente, l’allevamento d’insetti produrrebbe meno gas serra: 10 volte meno metano e 300 volte meno di protossido d’azoto e “Molta meno”
ammoniaca.

Per quanto strana ad occhi occidentali, l’idea di menù a basi d’insetti sta venendo discussa con interesse nel mondo scientifico. Tale progetto è stato al centro di una riunione
della Royal Entomological Society britannica, mentre le FAO sta seriamente pensando ad una “rivoluzione del genere” su scala globale.

Fonte: Damian Carrington, “Insects could be the key to meeting food needs of growing global population”, The Observer, 1/08/010

Matteo Clerici

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