Maltempo, adesso a Milano di sono 250 tonnellate di sale, ma la Moratti non sa dove metterlo

 

Vi ricordate i problemi legati alla mancanza di sale durante l’ultima nevicata a Milano? Le polemiche sul fatto che il sindaco, Letizia Moratti, avesse dato il “prezioso
elemento” a Torino prima di pensare alle esigenze dei suoi cittadini? Quando niente e quando troppo, si potrebbe dire oggi, perché circa 250 tonnellate di sale giacciono
abbandonate da giorni nel dipartimento Zama dell’Amsa, l’azienda milanese di servizi ambientali. A diffondere la notizia, con tanto di corredo fotografico (la foto che
vedete ne fa parte) è il sindacato di base Cub, che osserva, come lecito, “perché 250 tonnellate di sale giacciono all’aperto e senza copertura, abbandonate al
loro destino e senza alcun tipo di prevenzione per le intemperie”.

Per coprire la montagna? Un telo leggero
Il sindacato specifica anche che inizialmente il sale era senza alcun tipo di copertura, e solo a distanza di qualche giorno è stato ricoperto con un telo plastificato leggero.
Peccato, però, che il telo copra solo minimamente il mucchio, e a vedere le foto si hanno veramente pochi dubbi che alla prima folata di vento volerà via lontano.
Se a Milano ci fosse ancora bisogno di sale per prossime nevicate, possiamo solo sperare che nei prossimi giorni non piova, perché forse la montagna di sale, nel frattempo,
potrebbe sciogliersi e ridursi a una piccola collinetta.

La replica dell’azienda: problemi nel vecchio deposito
L’Amsa, da parte sua, non esita a fornirci tempestivamente una spiegazione. E Cristina Stancari, responsabile comunicazione e relazioni esterne della società, chiarisce che
il sale è lì semplicemente perché nel precedente deposito stanno facendo dei lavori.
D’accordo. Però è conservato malissimo, e ci sono dei capannoni vicino. Perché non spostare il sale al chiuso? “Stiamo attrezzando i depositi. Al
momento non sono adeguati, perché, come le dicevo, quelli che usiamo normalmente non possono essere utilizzati. Al massimo entro la prossima settimana provvederemo
all’operazione”.
Non potevate, nel frattempo, predisporre una copertura più efficace, magari con un telo fissato alla base con dei paletti? “Non si rende conto di quanto potrebbe essere
complicato. Stiamo parlando di una vera e propria montagna di sale, 250 tonnellate. E credo che se resta qualche giorno fuori non sia così grave”.

Andrà a casa della Litizzetto?
Non siamo degli esperti in materia, e ci fidiamo delle valutazioni degli addetti ai lavori. Speriamo solo che il sale, come ci assicurano, venga spostato tempestivamente. Perché,
se a Milano nevicasse di nuovo, la Moratti non debba andare a casa di Luciana Litizzetto a chiederne un po’, come generosamente aveva proposto l’attrice dalla scrivania di
“Che tempo che fa”.

Michela Rossetti

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