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Made in Italy, “The Extraordinary Italian Taste”, un brand dal valore inestimabile, ecco il nuovo Logo

Made in Italy, “The Extraordinary Italian Taste”, un brand dal valore inestimabile, ecco il nuovo Logo

By Giuseppe

Maurizio Martina, grande protagonista del sostegno e della tutela del "Made in Italy"
Maurizio Martina, grande protagonista del sostegno e della tutela del “Made in Italy”

Milano 28 maggio 2015
L’obiettivo di Maurizio Martina, Ministro dell’Agricoltura, è quello di esportare 50 miliardi di euro di agroalimentare italiano nel 2020. E, a quanto pare, ci sono i presupposti perché il traguardo possa essere raggiunto.
Infatti nel 2014 i flussi esportativi hanno raggiunto 34,4 miliardi di lire; nel primo trimestre del 2015 dalle vendite all’estero l’Italia ha incassato 8,7 miliardi di lire e si prevede di chiudere l’anno a quota 36 miliardi. Per centrare l’obiettivo, cioè quota 50 fra cinque anni, sono stati messi in campo una serie di iniziative che grazie anche alla visibilità internazionale offerta dall’esposizione universale, dovrebbero contribuire ad incrementare le vendite all’estero dell’agroalimentare italiano. Anche perché oltre i confini nazionali “oggi siamo leader riconosciuti nella qualità, dobbiamo diventarlo anche nella quantità”, ha detto il presidente dell’Ice, Riccardo Monti, in occasione della recente fiera Fruitinnovation che si è svolta qualche giorno fa nel quartiere fieristico di Milano-Rho, a pochi passi dal sito Expo.
Le iniziative da mettere in campo per diventare leader nella quantità, senza intaccare la qualità delle produzioni quali possono essere?
La risposta adeguata l’aveva già da qualche tempo il ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina visto che puntava ad avere un marchio che identificasse e sostenesse l’autenticità del made in Italy contro imitazioni e contraffazioni sui mercati esteri. Questo marchio o, meglio, segno unico è stato individuato in una bandiera italiana con tre onde che richiamano il concetto di crescita e di sviluppo e dalla scritta The Extraordinary Italian Taste, presentato per la prima volta l’altro giorno ad Expo dallo stesso Martina e dal vice ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda. Marchio che secondo il ministro delle politiche agricole “da più forza ai prodotti italiani perché saranno più riconoscibili sui mercati internazionali. Grazie al segno distintivo uniche che aiuterà consumatori e operatori a identificare con immediatezza le attività di promozione dei nostri prodotti.

martina_extraordinary_italian_tastePartiamo da Expo Milano 2015, dunque, per sfruttare questa straordinaria occasione di visibilità e proseguiremo con le azioni previste dal nostro piano di internazionalizzazione sui mercati strategici”.
Anche perché, fa rilevare il presidente dell’Ici Monti, nel mondo c’è una gigantesca richiesta di prodotti italiani. Richiesta che si vuole sostenere intanto con il segno unico distintivo, è il commento di Martina, “perché vogliamo fare un’operazione di riconoscibilità, creare un filo conduttore che leghi tutte le attività di promozione del vero prodotto italiano sullo scenario internazionale. Il nostro obiettivo è essere al fianco delle imprese che in questi anni hanno messo in campo energie, capacità di fare, passione, aziende che hanno consentito all’Italia di registrare una crescita del 70% dell’export agroalimentare negli ultimi 10 anni”.
Il marchio è solo il primo passo dell’articolata strategia di sostegno all’agroalimentare nazionale prevista per i prossimi anni dall’ampio piano predisposto dal Ministero dello sviluppo economico e da quello delle politiche agricole insieme all’Istituto per il commercio estero. Oltre al marchio, infatti, il governo ha programmato una promozione delle produzioni agroalimentari che nei prossimi tre anni prevede investimenti per decine di milioni di euro. Il piano ha individuato tre fasce di interventi: i mercati consolidati, gli emergenti e i nuovi. E fra qualche giorno dovrebbe partire la prima campagna diretta ai mercati Usa e Canada per un investimento di 30 milioni di euro sui 150 milioni complessivamente previsti. Nel frattempo sarà rodata l’organizzazione che dovrà gestire gli investimenti promozionali previsti per i prossimi tre anni imparando, confida Martina, a fare squadra e a non disperdere in mille rivoli le risorse.

Vita Guida
Speciale Expo – Newsfood.com

 

 

 

Nota della Redazione Newsfood.com
Una sintesi della Babele dei marchi made in italy… una jungla inestricabile, non solo per il consumatore ma anche per gli addetti ai lavori. Lo stesso concetto  è comunque poco chiaro poichè  “Made” significa “fatto, prodotto, realizzato, creato…”  ed invece non sono pochi i prodotti che sono ritenuti “Italiani” ma in realtà sono fatti con materie prime estere, lavorati all’estero e solo “rifiniti” in Italia … e non parliamo di contraffazioni, di falsi, di stalle e allevamenti in Italia che chiudono, di frutta che marcisce sugli alberi…
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Redazione Newsfood.com
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