Made in Italy e/o Italian Style? Expo2015 Cluster Globale e/o Identità e Biodiversità Glo-cal?

Made in Italy e/o Italian Style? Expo2015 Cluster Globale e/o Identità e Biodiversità Glo-cal?

Milano, 19 dicembre 2013
MADE IN ITALY E/O ITALIAN STYLE?  EXPO2015 CLUSTER GLOBALE E/O IDENTITA’ E BIODIVERSITA’ GLO-CAL?

Giuseppe Danielli:
(Per questo articolo ci siamo avvalsi della preziosa collaborazione di Giampietro Comolli, economista e grande conoscitore del settore enogastronomico).

Mi sembra che negli ultimi giorni – sicuramente favoriti dalla prossime Festività e da dati economici generali sullo status economico-sociale dell’Italia non così forieri di buone
notizie e di prospettive fiduciose – il tono e la discussione finalmente si sia movimentata ed abbia preso qualche chiara strada, anche per fare luce in merito a un sistema “marmellatoso” di
bamboccioni che ha contraddistinto il nostro Paese, BelPaese una volta, su temi fondamentali.

Colpa o merito della vittoria schiacciante del Rottamatore toscano del Pd? Causa anche segnali non belli e cali nei consumi alimentari degli italiani: il crollo di un tabù!
Toglietemi tutto, ma non la pastasciutta! … e voglio sapere cosa mangio, voglio più informazioni e più garanzie!

Sintomo che le tasche sono vuote. 6 italiani su 10 dichiarano che nel 2013 hanno iniziato a toccare i risparmi di una vita e ereditati. 4 italiani su 10 non pagano le bollette entro la scadenza
ufficiale. I crediti bancari tendenzialmente insolvibili sono circa 150 miliardi di euro.

Ebbene l’Italia – volente o nolente per certi poteri forti nazionali – ha il suo petrolio in: turismo, arte, alimentare, creatività. Il resto è tutto passivo, succube della forza
dell’euro, dipendente di scelte politiche continentali, a rischio chiusura, perdita posti di lavoro, meno partite iva, prestiti insoluti… allora il nostro Governo oltre che un patto di
stabilità, dovrebbe approvare anche un patto di solidità e realtà economica. Non si può assolutamente incolpare, anzi bisogna dare una medaglia “alla” ministro De
Girolamo che con tutte le critiche di non preparazione scolastica in materia, ha saputo subito capire che da una parte bisogna stare, che una scelta va fatta, chiara.

All’Italia manca una legge che identifichi il made-in-Italy -questo concetto lo ha più volte espresso Giampietro Comolli, economista ed anche maggior esperto di bollicine- perché
andrebbe a colpire chi ha spostato stabilimenti, assunto personale generico a basso prezzo, pilotato acquisti fattori di produzione su mercati globali stranieri.

Ricordiamo le famose farine e cereali ucraini di 25 anni fa. Il vero made-in-Italy alimentare e gastronomico è già ben rappresentato da 1000 dop-igp, volendo anche tutti i 4800
prodotti di origine certa, di matrice territoriale, di produzione identitaria, di unione terra-uomo-prodotto finale.

Ci sono disciplinari, certificazioni, controlli (i più duri al Mondo) sistemi di tracciabilità che accompagnano la produzione-trasformazione-confezionamento-distribuzione e questo
merita il tricolore: va guidato e sostenuto e tutelato nei Paesi esteri attraverso un percorso collettivo di registrazione di brevetto industriale.

La De Girolamo in questo fa ripensare ai successi di Marcora, mitico ministro dell’agricoltura anni 70-80. Eppoi l’imprenditore, la grande impresa, spero di nome e di fatto almeno italiana, deve
essere libera di produrre un prodotto alimentare più diffuso che in un certo senso accompagni, permetta di fare una differenza, dia sicurezza e garanzia sempre. Non confondendo,
però, una qualità sicuramente offerta dalla igienicità ed efficienza industriale per grandi numeri e livelli di costi più favorevoli che magari riprende anche
parzialmente un percorso originario e che merita anch’esso un riconoscimento di provenienza, con una altrettanto uguale, non diciamo di qualità superiore, ma più complessa,
più complicata, più manuale, più controllata, più mirata, più dettagliata che ha nell’uomo e nel distretto un valore aggiunto in più.

Il consumatore deve essere messo nelle condizioni, senza un banale e anonimo semaforo stradale, di poter leggere una etichetta chiara che riporti due simboli ben differenti. E’ il consumatore che
poi si prende la responsabilità di scegliere l’alimento, nella piena consapevolezza.   
Su questo binario di chiarezza, di trasparenza, di giusta causa, di core-business totale o parziale, di asset-BelPaese  va inquadrata anche la “mascotte” globale lanciata da  Expo2015
che giustamente deve essere di accoglienza di tutti i prodotti, di tutte le storie alimentari, di ogni linea nutrizionale, di formula energetica per la vita …ma non può totalmente
estraniarsi dal luogo di svolgimento, dal Paese ospitante, dalle credenziali ottenute e che devono essere messe in campo da chi mette a disposizione impegni finanziari e quindi anche la
“mascotte”, come il logo ExpoMilano2015, doveva essere segnale che si svolge in Italia, diventando una attrazione Paese e un fattore di promozione mondiale della terra della dieta mediterranea
che il Mondo ci invidia, paniere alimentare determinato prioritariamente da uomini artigiani-cuochi-piccole imprese-brand che hanno creato un Dna del cibo molto simile a un Dop-Igp  

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com
 
(Clicca qui)
La Mascotte dell’EXPO 2015 dimentica il
vino…

Vedi anche un
articolo su un sistema di tracciatura
anticontraffazioni

Qui a seguire il Comunicato Stampa di AICIG:

Data: 19 dicembre 2013 12:58:12 CET

Oggetto: CONFRONTO TRA IL MINISTRO DE GIROLAMO E AICIG IN MERITO ALLA TUTELA
DELLE PRODUZIONI DOP E IGP ED ALLA CORRETTA INFORMAZIONE DEL CONSUMATORE

 Comunicato Stampa             19 dicembre 2013
 
Confronto tra il Ministro De Girolamo e Aicig in merito alla tutela delle produzioni Dop e Igp ed alla corretta informazione del consumatore
 
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Nunzia De Girolamo ha ricevuto ieri i vertici dell’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche. Piena soddisfazione al
termine dell’incontro che ha confermato la grande sensibilità del Ministro nei confronti delle produzioni Dop e Igp.
Numerosi gli argomenti affrontati.
 
Sul piano internazionale si è parlato della problematica legata ai semafori in Gran Bretagna con la recente presa di posizione del Ministro nell’ambito del Consiglio a Bruxelles. Ma
è stata anche confermata l’importanza strategica delle indicazioni geografiche nella definizione degli accordi bilaterali.
 
Il Presidente di Aicig Giuseppe Liberatore ha sottolineato la necessità di supportare economicamente i Consorzi che quotidianamente sono impegnati a contrastare fenomeni di contraffazione
e concorrenza sleale. L’interno sistema consortile investe infatti oltre 20 milioni di Euro all’anno in attività di vigilanza e controllo delle produzioni.
 
Il Ministro ed il Presidente Liberatore si sono confrontati in merito ad una disposizione per differenziare le produzioni Dop e Igp, che rispettano rigidi disciplinari di produzione e sono
sottoposte a controlli da parte di soggetti terzi, rispetto alle produzioni generiche, anche nell’ottica di permettere al consumatore finale di compiere scelte consapevoli.
 
Soddisfatto il Presidente di Aicig Liberatore: “L’incontro è stato proficuo. Il Ministro ha dimostrato grande sensibilità nei confronti delle produzioni Dop e Igp e ci ha confermato
il suo impegno ad affrontare le istanze che abbiamo illustrato. In particolare – prosegue Liberatore – si è discusso di fondi per la tutela e di differenziazione delle produzioni Dop e Igp
rispetto ai prodotti non certificati, argomenti di strategica importanza per l’intero sistema dei Consorzi. Le risposte sono state concrete e positive”.
 

AICIG -Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche
Via XX Settembre, 98/G – 00187 Roma
tel. +39064420.2718 – fax +39 064426.5620
info@aicig.ithttp://www.aicig.it
___________
I CONSORZI: _______________________________________________________________________________
■ Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP ■ Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP ■ Asiago DOP ■ Basilico Genovese DOP ■ Bra DOP ■ Bruzio DOP ■
Caciocavallo Silano DOP ■ Carota Novella di Ispica IGP ■ Castelmagno DOP ■ Chianti Classico DOP ■ Clementine di Calabria IGP ■ Dauno DOP ■ Fontina DOP ■ Garda
DOP ■ Gorgonzola DOP ■ Grana Padano DOP ■ La Bella della Daunia DOP ■ Limone Costa d’Amalfi IGP■ Limone di Sorrento IGP ■ Mela Alto Adige IGP ■ Montasio DOP
■ Monti Iblei DOP ■ Mortadella Bologna IGP ■ Mozzarella di Bufala Campana DOP ■Nocciola del Piemonte IGP ■ Oliva Ascolana del Piceno DOP ■ Pane di Altamura DOP
■ Parmigiano Reggiano DOP ■ Patata della Sila IGP ■ Pecorino Romano DOP ■ Pecorino Toscano DOP ■ Pesca di Leonforte IGP ■ Piave DOP ■ Pomodoro di Pachino IGP
■ Pomodoro S.Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP ■ Prosciutto di Parma DOP ■ Prosciutto di San Daniele DOP ■ Prosciutto Toscano DOP ■ Provolone Valpadana DOP
■Quartirolo Lombardo DOP ■ Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP ■ Raschera DOP ■ Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP ■ Riviera Ligure DOP
■ Robiola di Roccaverano DOP ■ Sabina DOP ■ Salame Brianza DOP ■ Salame Cremona IGP ■ Salamini Italiani alla Cacciatora DOP ■ Speck Alto Adige IGP ■ Stelvio DOP
■ Taleggio DOP ■ Terra di Bari DOP ■ Terra d’Otranto DOP ■ Terre di Siena DOP ■ Toma Piemontese DOP ■ Val di Mazara DOP ■ Vastedda della Valle del Belice DOP
■ Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP ■ Zampone Modena Cotechino Modena IGP

 

Redazione Newsfood.com

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