L’uva “durella”, del territorio tra Verona e Vicenza, si degusta da Eataly

L’uva “durella”, del territorio tra Verona e Vicenza, si degusta da Eataly

durella Roma, novembre 2014

La zona collinare compresa tra la provincia di Verona e quella di Vicenza, è la zona del Durello, un vino ancora non molto conosciuto, ma che si va sempre più affermando nel panorama dei vini veronesi; il Durello è forse il vino più trascurato, ma anche quello con maggiori potenzialità di sviluppo che negli ultimi anni ha mostrato la maggiore vitalità.
Il Durello è espressione tanto di un territorio quanto di un antico vigneto: la Durella, che ricopre i versanti delle vallate fondendosi di quando in quando con i ciliegi, anch’essi tipici dell’est veronese. Si tratta di un vitigno antichissimo, se ne trova menzione a partire da manoscritti e statuti comunali già a partire dal 1200. All’epoca era chiamata Durasena, dal latino, Durus Acinus, con riferimento allo spessore della sua buccia. Nel 1700 era ampiamente diffuso nel vicentino e sul versante orientale del territorio veronese.
La parola Durella ben descrive le caratteristiche di questo vitigno: la buccia spessa, l’acidità importante, un’indomabile asprezza, e poi il lato orientale dei monti Lessini, così sono chiamate le pre-alpi veronesi, dove il  terreno vulcanico, scuro, con abbondanza di basalto che insieme ai suoi sali minerali conferisce ancor più sapidità al vino.

Al giorno d’oggi, da un lato, si è capito che l’alta acidità e sapidità possono garantire al Durello una grande longevità e farne un vino bianco che può tranquillamente riposare in cantina anche per dieci anni con risultati sorprendenti. Con un lungo affinamento infatti l’acidità mantiene comunque vivo il vino, ma ammorbidendosi permette lo sviluppo di aromi e sentori di grande complessità ed armonia.
Dall’altro si è compreso che il Durello, con le sue caratteristiche, può diventare un’eccellente base per la spumantizzazione con metodo classico.
La rifermentazione in bottiglia, soprattutto se prolungata, bilancia l’acidità del vino base conferendo al Durello Metodo Classico una straordinaria finezza e complessità d’aromi. Il Durello spumante invece sta conquistando sempre maggiori estimatori, grazie anche ad un rapporto qualità prezzo competitivo.
Il Durello è stato insignito della DOC nel 1987.

Caratteristica peculiare del vino Durello, grazie all’ alta percentuale di acido malico e alla vivace acidità totale, è la sua notevole vocazione alla spumantizzazione, che viene prodotto da un minimo di 85% di uva Durella con aggiunte possibili di Garganega, Pinot bianco, Chardonnay e Pinot nero.
Il Durello è un vitigno di buona vigoria, resistenza alle malattie e capacità di adattamento a terreni di tipo argilloso-calcareo di origine vulcanica. I grappoli sono di media grandezza, di forma piramidale e compatta, spesso dotato di un’ala. 
L’acino, ovoidale e di medie dimensioni, matura verso la seconda decade di ottobre e rimane di colore bianco, presenta una buccia piuttosto spessa e coriacea (da cui molto probabilmente deriva il nome del vitigno).
Il Durello Spumante ha una spuma fine e persistente, colore giallo paglierino con riflessi verdi, profumo vinoso, delicato e leggermente fruttato, sapore piacevole, acidulo ma fresco ed è ottimo con il  pesce e gli antipasti.

Valentina Colapietro
Corrispondente da Roma
Newsfood.com

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