Luca Zingaretti a Pantelleria con uno spettacolo per salvare il Mare Mediterraneo

Luca Zingaretti a Pantelleria con uno spettacolo per salvare il Mare Mediterraneo

A Pantelleria nell’area archeologica dei Sesi Luca Zingaretti ha rappresentato lo spettacolo “La Sirena”, una
lettura da lui ideata, diretta e arrangiata dal racconto “Lighea” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, con le musiche di Germano Mazzocchetti.

Nel racconto dalla fredda Torino emerge con vigore un ricordo della calda Sicilia, l’odore della salsedine, il sapore dei ricci di mare, il profumo di rosmarino dei Nèbrodi, il gusto del
miele di Melilli e le raffiche di profumo di agrumeti. L’incanto di Castellammare, con le stelle che si specchiano nel mare che dorme nella nostalgia vibrante di una realtà lontana di
eccitante passione giovanile. La magia di Pantelleria, in una cornice silenziosa di una luna quasi piena in cui la voce narrante di Zingaretti, da fredda, tremolante di una senescenza rifiutata
diventa improvvisamente calda e vibrante nella gioventù ricordata dalla carnale sensualità di una sirena.

Lo spettacolo è nato dall’incontro di Zingaretti con Alberto Zaccagni, che da 20 anni con la sua famiglia vive a Pantelleria, occupandosi di
“garden design”, fondatore dell’associazione Apnea di Pantelleria e ideatore del convegno “Un punto nel mare – un mare di punti” con il comitato No Trivella Day, durante il quale è stata
scritta la “Carta Salata”.

Dallo scorso agosto 2010, in seguito alla scoperta della presenza di una piattaforma petrolifera installata al largo di Pantelleria e a successive
indagini che portano alla scoperta che società petrolifere minori hanno ricevuto concessioni con la finalità di indagini sismiche altamente invasive volte all’estrazione di
idrocarburi, Zaccagni ha deciso di promuovere iniziative di volontariato, apolitiche con la finalità di allertare e informare l’opinione pubblica di quanto sta accadendo nel mare Mediterraneo.

La carenza di adeguate legislazioni sulle concessioni per l’estrazione di idrocarburi e il proliferare di società petrolifere gestite sconsideratamente rappresentano un rischio di danni
irreversibili, che anche se involontari potrebbero far ammalare il nostro il mare e farlo perdere per sempre. Luca Zingaretti, che da sempre è sensibile alla tutela del mare e del
Mediterraneo ha partecipato il 26 agosto 2010 con Zaccagni alla manifestazione “No Trivella Day”, un’occasione in cui panteschi e numerosi frequentatori
dell’isola, fra cui personalità della politica e dello spettacolo, si sono riunite per salvaguardare il mare.

Luca com’è nata l’idea di questo spettacolo?

“Lo spettacolo qui a Pantelleria è nato dall’iniziativa di Alberto Zaccagni, a cui ho aderito subito perché mi sembrava una cosa importante, non solo per il canale di Sicilia e,
quindi, Pantelleria di cui io sono innamorato e dove addirittura sette anni fa’ ho comprato casa, ma per tutto il Mediterraneo. Siamo coscienti che questo è un sistema chiuso e che le
conseguenze di quanto succede a Livorno arriva anche da noi.

Con Alberto abbiamo pensato a come poter comunicare alla gente che a Pantelleria ci abita, non solo ai panteschi , ma anche a quelli che lo sono da adozione, a quelli che vi hanno una casa e a
quelli che semplicemente amano Pantelleria non solo come luogo di villeggiatura, che salvare il mare è una finalità e un dovere per tutti. Gli ho proposto una lettura, che sto
portando in giro in teatro e che secondo me è adatta perchè parla di mare e di natura, per realizzare uno spettacolo con l’obiettivo di informare e sensibilizzare la gente,
permettendole di dare un aiuto.

Penso sia giusto che chi viene qui in vacanza,come me, e il resto dell’anno non c’è perché è lontano, in giro per il mondo, abbia la possibilità di dare un aiuto
concreto e materiale a chi presidia Pantelleria su quest’argomento. Così è nata l’idea di una serata in cui ascoltando un racconto di un amore e di mare si raggiunga l’obiettivo
di comunicare a quante più persone la scoperta fatta da Alberto Zaccagni e da altri, dei giochi pericolosi che qualcuno sta facendo a nostra insaputa e che come molte altre cose di
questo paese stava per passarci sotto il naso. Credo ci siamo riusciti.”

Un atto di grande generosità per il Mediterraneo e per Pantelleria, com’è nato il tuo incontro con l’isola?

“Come spesso accade nella vita gli incontri avvengono per caso, e così anche per Pantelleria, di cui ne avevo solo sentito parlare. Isabella (Ferrari n.d.r.) che aveva comprato casa da
qualche giorno mi disse – guarda che è un’isola fantastica-. Io che sono una persona che non ama il caldo, non amo il sole a picco, perché mi brucio con grande facilità, e
quando vedo il mare che scende improvvisamente mi prende l’ansia della scogliera che si perde nel blu, le risposi – guarda io vengo ma non credo sia un’isola per me. Quando sono arrivato qui
sono impazzito, nel senso che nonostante io sia una persona che ama il mare e a cui è sempre piaciuto girare e conoscere luoghi diversi, è da sette anni che non vado in nessun
altro posto, anzi vivo l’inverno in un’attesa spasmodica affinché passi e io possa ritornare qui e trascorrere le mie vacanze e il mio tempo libero su quest’isola meravigliosa.”

Questo racconto parla dell’amore per una sirena, nella tua vita hai mai incontrato una passione impossibile?

“A me piace pensare alla sirena, più che come all’amore per una donna, come a un luogo dove tutto è possibile. Questo racconto è un po’ come una fiaba gratuita, quando a un
bambino racconti che la zucca è diventata una carrozza, lui non ti chiede – ma che stai dicendo la zucca non può diventare una carrozza -. Così in questo racconto, quando
fa la sua comparsa la sirena non mi è mai venuto in mente che questa cosa non potesse essere possibile. Ecco l’abilità dello scrittore è proprio quella di fare entrare il
lettore in un mondo fantastico senza che abbia il tempo, il modo e la voglia di star lì a pensare e far scattare quei freni inibitori che sono dovuti alla nostra razionalità. In
questo senso mi piace pensare che la sirena sia proprio la possibilità di pensare di perdersi in un mondo della fantasia, del possibile e dell’impossibile allo stesso tempo.”

Quindi salviamo il mare, testimone di verità e di fantasie legate alla nostra storia e alla nostra cultura?

“Sì e spero veramente che questa sera possa servire nel suo piccolo a far si che la gente si sensibilizzi sul problema del mare. Ci tengo perché non vorrei che questa diventasse
l’isola dove c’è il problema delle trivelle, che invece sono dappertutto, dall’altro Adriatico fino a scendere alle Tremiti e in Sicilia. Credo sia importante vigilare su queste
attività, i permessi concessi a società con capitali piccoli e quindi quasi fantasma sono molto pericolosi. Se io so che non avrò conseguenze potrei essere meno attento nei
lavori di scandagliamento ed eseguirli con mancanza di attenzione eccessiva. Ecco questo è un lusso che non possiamo permetterci. ”

https://www.youtube.com/watch?v=yHHbIS0oQJk

https://www.youtube.com/watch?v=S0k8KvMveXU

Mascia Maluta

per Newsfood.com

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