Lucio Dalla torna a Pantelleria dopo quarantasette anni

Lucio Dalla torna a Pantelleria dopo quarantasette anni

Intervista esclusiva a Lucio Dalla
di Mascia Maluta

Lucio Dalla è a Pantelleria in occasione di “Visioni perdute a Pantelleria”, festival di film, incontri e arti della visione, ideato da Umberto Massa, produttore cinematografico, con la
direzione artistica di Mario Sesti, col quale presenterà e discuterà alcuni dei film presentati in sala. Lo incontro a cena a casa da amici, è disarmante la sua
semplicità e la disponibilità in una chiacchierata sotto la luna, parlando di ricordi di mare, di vita e di Pantelleria.

E’ la prima volta a Pantelleria?
“D’estate cerco sempre di fare le cose che mi piacciono di più e di non lavorare. Quest’anno ci sono riuscito, dopo due anni intensi in cui sono stato in tournèe con De Gregori e
contemporaneamente al tour ho fatto quattro colonne sonore di film che stanno per uscire. Così mi sono detto quest’estate basta concerti e solo cose che mi danno gusto. Ho casa in Sicilia,
sull’Etna, e la sto girando in barca, sono stato alle Eolie, a Cefalù e su tutta la costa settentrionale. Quando Mario Sesti, col quale l’anno scorso avevo già fatto un festival a
Ventotene e col quale collaboro, mi ha offerto l’opportunità di venire a Pantelleria ho detto subito si, non solo perché mi intriga il cinema ma anche per rivedere Pantelleria che
vidi una volta sola quarant’anni fa quando venni a passare una settimana con Sergio Endrigo. Sono contento di essere qui, perché mi piace molto la tipologia del festival organizzato e mi
piacciono molto i film presentati, soprattutto quello di Malick  che presenterò, che ho già visto due volte e che mi sembra un capolavoro. Mi piace molto l’idea di essere a
Pantelleria in questa serata meravigliosa, e da quando sono arrivato è una sorpresa continua. Io amo le isole, ho casa alle Tremiti, ho casa in Sicilia e vado spesso all’isola dei Galli di
fronte a Positano. Per me l’isola è una condizione ideale per il mio equilibrio psicofisico e quando mi è stata offerta la possibilità di venire qui non mi sono fatto pregare
e sono arrivato.”

Un tuo ricordo di Pantelleria 40 anni fa?
“Il mio ricordo era che ero un ragazzo e facevo sub. Venni qui un’estate nel 1964, avevo appena cominciato a fare il mio lavoro ed ero molto amico di Sergio Endrigo che aveva qui la casa. 
Rimasi impressionato perché fu una settimana strana, eravamo più in acqua che sulla terra, il mare era pescosissimo, e ho trovato l’isola magica. Per quanto frequentatore delle
isole, come le Tremiti che si trovano al confine delle acque territoriali italiane e dove c’è un mare straordinario, quello che mi intriga di Pantelleria è la luce, la vegetazione e
soprattutto questa strana pace insolita per il periodo dell’anno in cui siamo. Mi attrae il curioso appeal che ha la gente che viene qui, forse perché Pantelleria è un po’ lontana,
non è facile da raggiungere e allora per venirci bisogna proprio amarla. Ecco anche in questo nuovo incontro sono affascinato da Pantelleria e ho intenzione di cominciare a ritornarci
spesso.”

Sei un uomo legato al mare e quindi sensibile al problema di salvare il mare?
“Partiamo dal presupposto che per me il mare è vitale non solo dal punto di vista del benessere psicofisico ma anche perché nel settanta per cento delle mie canzoni parlo di mare.
Da “Com’è profondo il mare”, a “4 marzo”, da “Stella di Mare” a “Caruso”. Per questo sono stato avvertito dalla gente e dai sindaci di alcuni comuni dell’Adriatico che di fronte al Molise,
all’Abruzzo e alla Puglia il ministro dell’ambiente aveva firmato un accordo per consentire delle trivellazioni, in quanto si supponeva che ci fosse il petrolio. Mi sono informato e la cosa
più imbarazzante è  stata scoprire che anche nel caso in cui ci fosse stato il petrolio, questo sarebbe di scarsissima qualità. Non capisco perché siano state
autorizzate delle ricerche a 12.000 miglia da un parco marino, quello del Parco del Gargano, che è una delle zone più belle e più pure dei nostri mari. Così ho
convinto Renato Zero e Gigi d’Alessio a fare con me un concerto alle Tremiti, che sono isole meravigliose e molto estreme. Questa mobilitazione della gente ha bloccato il decreto del ministro
dell’ambiente, che verrà discusso più avanti. Spero che la scelta sia quella di non fare più trivellazioni in questi luoghi, come mi auguro che non accada da nessuna altra
parte. Sembra un paradosso voler vivere di turismo, soprattutto culturale come vogliamo fare in Sicilia, dove non più tardi di un mese fa sono state trovate delle monete puniche, e
contemporaneamente autorizzare questi interventi. Il mare rappresenta ovunque un valore assoluto, storico e ambientale. Rischiare di danneggiare l’ambiente che è una risorsa fondamentale,
come in Sicilia o nell’Adriatico, fa parte di una politica, insopportabilmente “scassata”. Parlare solo di turismo è troppo semplice, dobbiamo invece pensare alla conservazione
dell’ambiente e all’approfondimento culturale, che mi sembrano elementi sufficienti per dire di no a qualsiasi forma di diversificazione e progettazione che non sia quella di tutelare il
mare.”

 Il mare, anche asprigno ma romantico come in “4 marzo”?
“Certo, anche se primo ricordo è che non mi aspettavo che avesse il successo che ha avuto, perché quando la presentai per andare al Festival di San Remo fu bocciata perché
considerata una canzone troppo estrema. La composi alle isole Tremiti come tante altre canzoni come “Com’è profondo il mare”. “Caruso” l’ho scritta a Sorrento e “Itaca” in Grecia durante
un viaggio in barca. Nelle mie canzoni il mare è il protagonista assoluto, perché ritengo sia un elemento vitale per tutta l’umanità, per la storia che rappresenta e per il
futuro. In assoluto le canzoni che mi piacciono di più sono quelle che parlano di mare.”

Pantelleria potrebbe ispirarti una nuova canzone?
“Credo che succederà, per me è sempre accaduto così, quando mi trovo in un posto che mi emoziona e mi intriga succede sempre qualcosa. Il mare può ispirare una
canzone, un racconto, o semplicemente solo il fatto di ritornare. Io ho uno studio anche in barca e a volte faccio fatica a fare un programma che sia meritocratico, appena ho tempo comincio a
girare, mi imbarco a giugno e sbarco a settembre. Adesso sono arrivato in aereo, ma se avessi avuto più tempo sarei venuto a Pantelleria in barca, per  godermi fino in fondo questi
posti meravigliosi.”
 

Ricordi su Lucio Dalla del 1964 (da Wikipedia)

Nel 1964, a 21 anni, incise il suo primo 45 giri contenente Lei (non è per
me)
e Ma questa sera (quest’ultima, cover di Hey little girl di
Curtis Mayfield), pubblicato dalla ARC, casa discografica distribuita dalla RCA Italiana, per cui usciranno i successivi 45 giri di Dalla, nonché il suo primo LP. Il suo esordio al
Cantagiro 1964, in cui presenta proprio Lei, scritta da Paoli, fu
deludente, e sia durante le serate itineranti che (specialmente) durante gli spostamenti della carovana venne fatto segno di lanci di ortaggi e derrate alimentari: «Fu un fiasco di
rimarchevoli proporzioni, ogni sera infatti raccattammo una buona dose di fischi e di pomodori, uno spettacolo nello spettacolo, che durò quanto la manifestazione. Lucio, in ogni modo,
si mostrò veramente un duro, e non si lasciò abbattere».

Mascia Maluta
per Newsfood.com

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