Luca Zaia incazzato: lettera aperta a Fedele Confalonieri su Distretto di Polizia, in onda su Canale 5″
22 Settembre 2010
Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’instancabile Luca Zaia, attento ad ogni nota stonata del canto corale che porterà alla tanto agognata Federalizzazione.
Secondo noi non è solo TV Spazzatura, è un’offesa gratuita immeritata.
Negli ultimi mesi siamo stati molte volte in “territorio leghista”.
Bergamasca, bresciano, lago d’Iseo, Lago di Garda. Molti fazzoletti, cravatte, camicie, bandiere verdi a testimonianza palese della fede di Alberto da Giussano.
Difficilmente in questi comuni si trova sporcizia per le strade ed incuria. L’attenzione per il bene comune è molto alta.
I leghisti amano il loro movimento (più di un intervistato non ha parlato di partito ma di Umberto Bossi che ha saputo interpretare la rabbia della gente, della gente che lavora e ama
la sua terra. Qui non c’è la destra che odia la sinistra e viceversa. Qui, la gente è ospitale con chi rispetta le loro tradizioni ma è feroce con chi le calpesta e calpesta
i suoi diritti.
Nè più e nè meno di quello che farebbe (o dovrebbe fare) un buon padre di famiglia, che trae il sostentamento dal lavoro quotidiano, per difendere i beni, la casa e
l’incolumità dei propri cari.
Non vogliamo certamente innescare una polemica sul Nord e Sud, su destra e sinistra, auspichiamo però una maggiore attenzione alle culture locali ed un maggior rispetto per il cittadino
da parte dei mezzi di informazione ma soprattutto da parte di chi ha il potere.
Sarà retorica ma è indubbio che la società di oggi privilegia i valori effimeri di una qualità percepita piuttosto che i valori di cui è ancora impregnato il
popolo italiano vero, quello che lavora, quello che crede ancora nella stretta di mano…quello della miriade di micro-imprese che ancora oggi costituiscono la colonna vertebrale
dell’Italia.
Questa Italia di gente vera, non è giusto deriderla, per questo pubblichiamo volentieri l’appello del nostro amico Luca Zaia.
Giuseppe Danielli
Inizio messaggio inoltrato:
Da: Luca Zaia
Data: 21 settembre 2010 20:07:26 GMT+02:00
Oggetto: TV SPAZZATURA. LETTERA AL PRESIDENTE DI MEDIASET FEDELE CONFALONIERI
Caro Presidente mi rivolgo a Te per l’amicizia e la stima che ho nei tuoi confronti e perché mi spiace constatare che la più grande rete televisiva commerciale d’Italia,
Mediaset, che nasce al Nord e vive di pubblicità raccolta dalle aziende che sono in gran parte al Nord e possiede una casa editrice, la Mondadori, alla quale mi onoro di ascrivermi come
autore, abbia sposato l’andazzo di culturame razzista nei confronti del Nord e dei suoi abitanti.
Mi riferisco, caro Presidente, all’ultima trovata del personaggio dell’agente scelto Giovanni Brenta entrato di recente a far parte della decima serie della fiction “Distretto di Polizia” in onda
su Canale 5 che sfodera un indubitabile accento del Nord, per la precisione bergamasco, e mostra un carattere che la stessa presentazione fatta dagli autori spiega che “non
brilla né per sensibilità né per intelligenza”.
Siamo alle solite.
Il nordista, veneto o lombardo o piemontese che sia, è raffigurato nelle serie televisive pensate prodotte e realizzate a Roma, come terragno, servile, interessato, poco perspicace.
Stereotipi che rifiuto, caratterizzazioni inaccettabili al di fuori di qualsiasi verosimiglianza.
Mi sento messo in mezzo, caro Presidente, perché Bergamo, la provincia da cui sembra provenire il poliziotto della serie televisiva che fa grandi ascolti e quindi grandi danni, ha fatto
parte per secoli della Serenissima Repubblica di Venezia che ne ha influenzato lingua, costume e storia.
Io scrivo, penso e parlo da veneto, come i miei concittadini che hanno costituito quella classe dirigente che guida il sistema economico nazionale. E me ne vanto. Come molti bergamaschi.
So che non ho il potere di cambiare le produzioni né i palinsesti televisivi, ma almeno voglio farti sentire la forte incazzatura mia personale e di milioni di miei concittadini
veneti a est e a ovest del Tagliamento e dell’Adda.
Posto poi che i tuoi autori sappiano andare oltre il Tevere e l’Aniene.
Accettino un suggerimento questi sceneggiatori: trasferiscano l’agente scelto (non molto sveglio oggi, ma domani in altro contesto, chissà!) Giovanni Brenta bergamasco di stanza alla
guardiola del decimo Tuscolano di Roma a Porto Marghera, e invece di basarsi su una scrittura superficiale e stereotipata prendano l’occasione per far davvero vedere come vive con intelligenza e
serietà la gente del Nord.
E non credere che ci manchi il senso dell’umorismo. Ricordo che anche il grande regista Luigi Comencini in “Pane Amore e Fantasia” aveva caratterizzato un suo personaggio, un carabiniere del
nordest di buon carattere e serio che corteggiava la Bersagliera Gina Lollobrigida; con una differenza essenziale: lì si trattava di arte cinematografica questa è invece tv
spazzatura che non ha neanche il merito di far nascere una bella risata autoironica.
http://www.lucazaia.it
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