L’origine dei prodotti in etichetta: Adiconsum scrive e Newsfood.com ringrazia
11 Agosto 2011
Alfredo Clerici risponde ad Adiconsum in merito ad un commento all’articolo: ” “L’origine dei prodotti in etichetta: passata la festa…” pubblicata da Newsfood.com il 30 giugno 2011
Da: “Ufficio Stampa” …….@adiconsum.it
A: redazione@newsfoodcom.wpcomstaging.com
Data: Tue, 9 Aug 2011 11:11:44 +0200
Gentile Dott. Clerici,
leggiamo regolarmente Newsfood.com, e seguiamo con particolare interesse i suoi interventi in materia di etichettatura dei prodotti alimentari.
In uno di questi ultimi, e per l’esattezza parliamo dell’articolo “L’origine dei prodotti in etichetta: passata la festa…” del 30 giugno 2011, abbiamo trovato la parziale citazione di un nostro comunicato stampa del 19 gennaio scorso. Il brano riportato è il seguente:
“La definitiva approvazione del DDL ‘Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari’ da parte della Commissione Agricoltura della Camera in sessione legislativa – dichiara Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum – rappresenta sicuramente un importantissimo risultato. Con l’entrata in vigore della nuova legge, e dei successivi decreti attuativi, verrà, infatti, garantito ai consumatori il diritto di scegliere prodotti alimentari italiani.”
Alle dichiarazioni di Giordano si accompagnano quelle di una serie di altri soggetti – dagli ex ministri delle politiche agricole Giancarlo Galan e Luca Zaia ai rappresentanti di alcune organizzazioni dei produttori e dei consumatori – e l’articolo si conclude con un suo post scriptum in cui il tutto viene sommariamente liquidato come “panzane”, per chiarire le quali si invita alla lettura di altri suoi articoli.
Non vogliamo e non possiamo, per ovvie ragioni, entrare qui nel merito di una valutazione delle dichiarazioni rilasciate dagli altri soggetti da lei citati, ma ci corre l’obbligo di spendere qualche riga a chiarimento di quella rilasciata dal nostro segretario generale Pietro Giordano.
Innanzitutto vogliamo precisare che, pur accogliendo con favore il varo della legge n. 4/2011, Adiconsum aveva subito sottolineato i problemi connessi con un’iniziativa nazionale per regolamentare una materia così delicata quale quella dell’estensione dell’obbligo di indicazione d’origine a tutti i prodotti alimentari. Si legge infatti nella parte conclusiva del nostro comunicato (che lei ha omesso di riportare):
«La legge in questione, infatti – prosegue Giordano – ha una valenza tutta nazionale, e vincola quindi soltanto i produttori e i confezionatori italiani. Sul nostro mercato
però continueranno a circolare ancora prodotti legittimamente fabbricati in altri paesi dell’UE privi di indicazione d’origine».
«È pertanto opportuno – conclude Giordano – che ora le competenti istituzioni, Ministro Galan in testa, anche approfittando delle recenti aperture della
Commissione in tal senso, intensifichino la pressione su Bruxelles perché si arrivi quanto prima ad estendere a tutta l’Unione Europea l’indicazione d’origine obbligatoria nell’etichetta dei prodotti alimentari».
Del resto anche lei, nel suo articolo “L’origine dei prodotti in etichetta è (di nuovo) legge, ovvero, perseverare è diabolico” del 20 febbraio scorso, mantiene un atteggiamento prudenziale ed attendista nei confronti della nuova legge, sostanzialmente non lontanissimo da quello da noi assunto un mese prima nel comunicato in questione. Al primo punto delle sue considerazioni finali, infatti, leggiamo: «Comunque vada, le disposizioni della legge non ricadranno sui prodotti di importazione».
Venendo poi alle implicazioni politiche di livello comunitario in merito alla scelta assunta dal legislatore italiano con il varo di questa legge, sebbene dobbiamo tenere nella giusta considerazione che la regolamentazione dell’etichettatura è di competenza comunitaria e che un’eventuale valutazione negativa del testo da parte dell’esecutivo Ue può portare all’intimazione del suo ritiro, non possiamo dimenticare che alcuni giorni prima della definitiva approvazione del provvedimento italiano da parte della Commissione Agricoltura della Camera in sessione legislativa le agenzie battevano le dichiarazioni di apprezzamento rilasciate dal Commissario europeo per salute e consumatori John Dalli.
«Ciò che l’Italia sta facendo adesso – aveva detto il Dalli – noi lo faremo probabilmente entro un paio d’anni per tutta l’Ue», riferendosi ovviamente alla proposta di regolamento votata poi dal Parlamento europeo nella plenaria del 6 luglio scorso, lasciando così intendere che non avrebbe avuto senso aprire ora una procedura d’infrazione contro la nuova legge italiana.
Ancora una settimana dopo l’approvazione della nuova legge, durante la conferenza stampa del Consiglio Agricoltura dell’Ue del 24 gennaio, il ministro Galan continuava ad ostentare ottimismo ed esprimeva soddisfazione anche per la posizione degli Stati membri: numerosi, infatti, avevano appoggiato la scelta italiana, e comunque nessuno si era schierato contro.
E l’ottimismo di Galan riguardava anche la possibilità di arrivare in tempi brevi all’emanazione dei decreti attuativi previsti dall’art. 4, comma 3, della legge n. 4/2011.
Come ora ben sappiamo, le cose poi sono andate in maniera diversa.
Sul fronte europeo, in particolare, il Commissario europeo per la Salute e Tutela del Consumatore, John Dalli, e quello per l’Agricoltura, Dacian Ciolos, hanno scritto al ministro Galan subito dopo la pubblicazione della legge chiedendone l’immediata notifica alla Commissione ed esprimendo rammarico per la sua adozione.
Sul fronte interno, intanto, accanto al plauso delle organizzazioni dei produttori è andato via via crescendo il malcontento di quelle delle aziende di trasformazione.
Resta tuttavia primaria, per un’associazione come la nostra, l’esigenza fortemente sentita dai consumatori di una precisa identificabilità dell’origine di tutti i prodotti alimentari.
Pertanto, pur riconoscendo i limiti della legge n. 4/2011, non riteniamo di doverne criticare gli intenti, e continueremo ad appoggiare sia questa, sia eventuali altre iniziative legislative intese a porre il nostro Paese quale apripista per una legislazione europea più sensibile alle istanze dei consumatori.
Distinti saluti
Ufficio Stampa Adiconsum Nazionale
Alfredo Clerici:
Ringrazio innanzitutto Adiconsum per l’attenzione che dedica a newsfood.com e, in particolare, ai miei articoli.
La vicenda relativa alle indicazioni d’origine obbligatorie coinvolge, come è noto, svariati soggetti ed è sempre utile conoscere nel dettaglio i loro punti di vista: per
questo sono certo che la nota di Adiconsum aiuterà i nostri lettori a meglio comprendere le motivazioni di ognuno.
Per quanto riguarda poi il termine “panzane”, esso non liquida sommariamente “il tutto”, ma fa riferimento a due aspetti (made in Italy e sicurezza del consumatore) spesso usati, a mio avviso in modo del tutto strumentale, a supporto della bontà delle iniziative di cui si parla.
Naturalmente questa è la mia opinione e, altrettanto naturalmente, ognuno è libero di avere la propria.
Grazie ancora e cordiali saluti.
Dott. Alfredo Clerici
Tecnologo Alimentare
Newsfood.com





