L’OMS contro il fumo: guerra agli aromi e alle e-cigarette

L’OMS contro il fumo: guerra agli aromi e alle e-cigarette

L’organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di iniziare una guerra contro il fumo. Nel piano di battaglia, gli esperti OMS indicano due capisaldi nemici da abbattere: gli aromi
delle sigarette e le cosiddette e-cigarette o sigarette elettroniche.

Riguardo ai primi, è in corso in Uruguay la “Framework Convention for Tobacco Controll”, meritevole di aver ad oggi spinto 117 Paesi a firmare l’accordo sugli additivi. In base al
documento, il legislatore nazione si impegna ad eliminare profumi ed aromi che rendono le “bionde” più apprezzabili. Tale operazione richiederà però il suo tempo, in quanto
la convenzione dovrà essere assimilata dai codici dei singoli Stati.

Ai buoni risultati sulla questione aromi si contrappone la spinosa questione delle sigarette elettroniche.

Tali oggetti hanno dalla loro la massiccia produzione (in primis dalla Cina), la facilità di reperimento ed la semplicità di realizzazione.

Di base, il prodotto presenta un un fornelletto alimentato da una batteria scalda e trasforma in vapore un liquido aromatizzato presente nel filtro. Il liquido è caratterizzato da
quantità variabili di nicotina che possono essere modificate dal consumatore. Da tempo, le sigarette elettroniche dividono gli esperti, indecisi se classificarle come apripista per il
vizio o, al contrario, strumenti per la lotta al fumo.

La visione dell’OMS è più che negativa, con due grandi motivi.
Il primo lo spiega uno dei suoi, Eduardo Bianco: “Sono un pretesto per sabotare le campagne e che invitano a smettere. Sono spesso usate per poter fumare comunque dove c’è un divieto. Ma
non c’è alcuna prova che aiutino a smettere”. E poi vi è la discutibile sicurezza, in quanto “Per veicolare la nicotina viene usata una sostanza tossica”.

In ogni caso, l’Organizzazione dovrà attendere. Le proposte di regolamentazione delle e-cigarette, insieme ad altri temi calde come le alternative ai coltivatori di tabacco o l’aumento
della tassazione, è stata rinviata al 2012.

Matteo Clerici

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