L’obesità rimpiccolisce il cervello
24 Maggio 2010
L’obesità (specialmente nelle persone di mezz’età) riduce il volume del cervello, spianando la strada a malattie come demenza ed Alzheimer.
Queste le conclusioni di una ricerca della Boston University (sezione Facoltà di Medicina e Chirurgia) diretta dal dottor Sudha Seshadri e pubblicata su “Annals of Neurology”.
La squadra di Seshadri ha esaminato 733 persone, uomini e donne età media 60 anni, tutti in buona salute. I soggetti sono stati sottoposti a misurazioni del grasso addominale, della
circonferenza vita e dell’indice di massa corporea. Successivamente, gli studiosi hanno effettuato misurazioni del cervello, osservando ne il volume con RM (risonanza magnetica), calcolandone
la densità di materia bianca ed andando alla ricerca di eventuali placche (primo segno dell’Alzheimer).
I risultati hanno così evidenziato un legame tra obesità e volume celebrale ridotto.
Inoltre, spiega il dottor Seshadri, “Questi dati mostrano un legame forte tra obesità, in particolare quando il grasso in eccesso trova nelle viscere, e l’aumento del rischio di
demenza”.
Secondo gli studiosi, il legame obesità-demenza potrebbe essere causato dall’infiammazione, in quanto l’obesità è legata ai marker di infiammazione prodotti dal tessuto
adiposo. Inoltre, anche diabete ed insulino-resistenza possono agire da mediatori tra le due malattie.
Allora, gli scienziati sostengono così come l’atrofia celebrale può essere causata dal mix tra obesità e declino cognitivo. Il lavoro della Boston University si pone
così in disaccordo con altre ricerche, che puntano il dito sulle lesioni celebrali vascolari.
Fonte: Stéphanie Debette, Alexa Beiser, Udo Hoffmann, Charles DeCarli, Christopher J. O’Donnell, Joseph M. Massaro, Rhoda Au, Jayandra J. Himali, Philip A. Wolf, Caroline S. Fox,
Sudha Seshadri, “Visceral fat is associated with lower brain volume in healthy middle-aged adults”, Annals of Neurology 2010, doi: 10.1002/ana.22062
Matteo Clerici
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