Lo stalking entra nel codice penale

Nella seduta del 14 novembre la Commissione Giustizia della Camera ha approvato il testo unificato che punisce lo stalking, ovvero gli atti persecutori e l’omofobia.

Il reato prevede la reclusione da 6 mesi a 4 anni “chiunque reiteratamente, con qualunque mezzo, minaccia o molesta taluno in modo tale da infliggergli un grave disagio psichico ovvero da
determinare un giustificato timore per la sicurezza personale propria o di una persona vicina o comunque da pregiudicare in maniera rilevante il suo modo di vivere”.
La durata della pena, inoltre, aumenta di due terzi se il reato reiterato e della metà se esso viene commesso contro un minore.
In merito alle procedure, il testo prevede che la vittima dello stalking possa presentare all’autorità competente richiesta di diffida e se, nonostante essa, “l’indagato commette nuovi
atti persecutori espressamente denunciati all’autorità, il reato è perseguibile d’ufficio e la pena detentiva prevista dal primo comma dell’articolo 612-bis del codice penale
è aumentata fino a sei anni”.
Il testo, infine, precisa che rientrano nello stalking gli atti persecutori, la discriminazione, l’odio e la violenza mossi da motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi, dall’orientamento
sessuale o dall’identità di genere della vittima.

Camera dei deputati, Testo unificato, “Misure contro gli atti persecutori e la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”
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