Liquirizia e salute, matrimonio felice

Liquirizia e salute, matrimonio felice

Che la liqurizia possa essere utile alla salute ed al benessere dell’uomo non è certo cosa nuova. Gli antichi farmacisti europei la consigliavano come digestivo mentre la medicina cinese
ne esalta le qualità anti-tosse da circa 5000 anni; più modestamente, l’estratto vegetale della pianta è componente fondamentale di saporite caramelle o gustosi bastoncini da
succhiare. Secondo i ricercatori della Vanderbilt University di Nashville, guidati dal nefrologo Raymond Harris, la liquirizia possiede un’altra funzione fondamentale, in quanto un suo composto
chimico può prevenire il cancro del colon e del retto.

Gli studiosi sono stati spinti ad indagare in tale direzione dai problemi legati al trattamento di tale patologia: per la chemioprevenzione sono usati farmaci, come il Rofecoxib o il Celecoxib,
basati sull’inibizione selettiva dell’enzima Cox 2 (la ciclossigenasi 2, implicata nella genesi di polipi del colon sia nei topi sia in individui predisposti al cancro del colon) farmaci
antinfiammatori non steroidei come l’Ibuprofen. Ma tutti questi prodotti presentano controndicazioni ed effetti collaterali, come irritazione gastrointestinale, problemi cardiovascolari e
immunosoppressione.

Il dottor Harris ed i suoi collaboratori si sono resi conto di come, inibendo l’enzima 11- beta -HSD2 (per esteso: 11 beta-idrossi-steroido-deidrogenasi di tipo 2), viene bloccata anche la
produzione dell’enzima Cox2 e che l’unico altro organo in cui viene prodotto l’11 beta è il colon. Ed i loro test su cavie da laboratorio hanno dimostrato come la glicicirrizina, composto
attivo della liquirizia, sia in grado di inibire la produzione di 11-beta. Nei topi a cui tale principio attivo è stato somministrato, si è infatti potuto osservare l’interruzione
della produzione di prostaglandina E, una molecola infiammatoria, e la prevenzione e lo sviluppo di polipi, la crescita del tumore e il progresso di metastasi.

I ricercatori si dichiarano soddisfatti del loro lavoro, pubblicato sull’Journal of Clinical Investigation: nonostante la glicirrizina non sia priva di effetti collaterali, in quanto un eccessivo
consumo di liquirizia può ridurre troppo il potassio ed aumentare la pressione arteriosa, le loro scoperte hanno aperto nuove possibilità per la cura della patologia. Harris e
colleghi continuano a operare, al fine di sviluppare composti più potenti, capaci di inibire l’11 beta .

Matteo Clerici

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