Un nuovo test per predire le metastasi del tumore al seno

Un nuovo test per predire le metastasi del tumore al seno

I ricercatori del NewYork-Presbyterian Hospital/Weill Cornell Medical Center hanno identificato un nuovo marker per le metastasi del tumore al seno, denominato TMEM (Tumor Microenvironment of
Metastasis), che ha permesso di porre le basi per l’ideazione del primo test predittivo della probabilità di sviluppare metastasi sistemiche, ovvero disseminate in organi distanti dalla
principale massa tumorale attraverso il flusso ematico.

Ad oggi circa il 40% delle pazienti è soggetto a recidiva e a metastasi, che risultano letali per circa 40.000 donne ogni anno.

“Classificare le pazienti in base al rischio, basso o alto, di sviluppare metastasi può permettere di costruire terapie davvero a misura di paziente, prevenendo sia l'”over che l’under
treatment” spiega Brian D. Robinson, a capo del gruppo di ricerca. Lavorando su modelli animali, il gruppo ha identificato un legame tra metastasi sistemiche e l’associazione fisica di 3 tipi
cellulari differenti (cellule di carcinoma, macrofagi e cellule endoteliali).

Per avere conferma della validità di questa scoperta nell’uomo, è stato sviluppato un test immunologico che consente di rivelare la presenza simultanea, mediante specifica
colorazione, dei 3 tipi cellulari che nel complesso formano il TMEM.

Dall’analisi retrospettiva di campioni provenienti da 30 pazienti affette da carcinoma duttale invasivo che hanno sviluppato metastasi sistemiche, è risultato che la densità del
marker TMEM era più che doppia rispetto a quella riscontrata nelle pazienti con tumore al seno localizzato.

Inoltre, la forte correlazione tra la densità di TMEM e lo sviluppo di metastasi sistemiche sembra essere indipendente dallo stadio di avanzamento del tumore e dal coinvolgimento dei
linfonodi, caratteristiche che insieme alle dimensioni della massa tumorale oggi rappresentano il tradizionale metodo per la prognosi metastatica.

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