Liquidazione del danno biologico – alternanza della malattia professionale a soggetta ad alti e bassi

D: Come deve essere liquidata la malattia professionale soggetta a periodi acuti e a periodi di regressione? Ed il danno biologico?

R: La liquidazione definitiva all’assicurato del danno biologico (nel caso di lesioni) dell’indennità psicofisica di grado intercorrente tra il 6% (nuovo limite al di sotto del quale
permane la non indennizzabilità) ed il 16% (nuovo limite per l’attribuzione della rendita permanente, non suscettibile di liquidazione in capitale) deve far riferimento ai sensi
dell’art. 13, commi 2 ed 8, del D.Lgs. 23 febbraio 2000, n. 38 alla situazione esistente, come termine massimo, alla data di compimento dell’anno dalla notizia della avvenuta stabilizzazione
clinica dei postumi.

Nel caso di malattie professionali che siano soggette a periodi alti e bassi il danno biologico permanente deve essere accertato con riferimento, come termine massimo, alla data sopra indicata,
tenendo conto, in un’operazione di bilanciamento, di tutto il complesso dei fattori rilevanti, e perciò anche della frequenza e durata delle varie fasi di maggiore e di minor
intensità del danno e dell’entità degli effetti dannosi riscontrabili nel corso di dette fasi, come pure di possibili limitazioni nelle mansioni lavorative da svolgere o nella
vita sociale.

Per quanto attiene al danno biologico il D.Lgs. 23 febbraio 2000, n. 38, all’art. 13, ha introdotto nell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali il
risarcimento del danno biologico cioè quello relativo alla «lesione all’integrità psicofisica, suscettibile di valutazione medico legale, della persona».

Le prestazioni per il ristoro del danno biologico sono determinate in misura indipendente dalla capacità di produzione del reddito del danneggiato. Ai fini del risarcimento rileva il
danno biologico permanente, quello che è stabilizzato ed è tendenzialmente definitivo in base ad una ragionevole previsione, senza che questo escluda necessariamente la
possibilità di una successiva evoluzione delle condizioni dell’assicurato.

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