L’Iperlogica di Vincenzo Caprioli: l’ambiente, la svolta e il prezzo del cambiamento

L’Iperlogica di Vincenzo Caprioli: l’ambiente, la svolta e il prezzo del cambiamento

Giuliana Poli:
Intervista a Vincenzo Caprioli, scienziato e padre dell'”Iperlogica”, disciplina che promuove un diverso approccio all’analisi sociale. Egli commenta il nuovo scenario politico venutosi a
creare in Italia alla luce del problema che ritiene prioritario: la distruzione dell’ambiente.

Vincenzo Caprioli:
“Per descrivere il mondo attuale uso una metafora di facile comprensione: immaginiamo che all’assemblea del nostro condominio, palazzo cui manca l’ascensore e con la facciata malconcia, si
presenti un costruttore che dice: “vi rifaccio la facciata e vi installo un ascensore, in cambio mi date il sottotetto che diventerà un locale notturno; l’ascensore funzionerà con
monete da venti cent.,  il giardino diventerà area parcheggio ma con posti riservati per voi; forse caleranno anche le spese di manutenzione”.

Chiunque capirebbe che il prezzo del cambiamento è che la vita nel palazzo non potrebbe essere mai più quella di prima. Interventi simili sono purtroppo la norma per quanto riguarda
la gestione dell’ambiente ma, toccandoci meno da vicino, fatichiamo a riconoscere ciò di cui veniamo defraudati. Finché si tratta di casa nostra ancora reagiamo, quando invece si
tratta dell’ambiente e della sua fisionomia (paese, città, aree verdi limitrofe) le cose sfuggono all’analisi obiettiva.

Eppure anche per le risorse ambientali la posta in gioco è la stessa: l’aria che respiriamo, il tempo perso negli spostamenti, la sicurezza, il rumore… lo spazio di vita. Il liberismo
economico è soprattutto questo: permettere progressivi danni ambientali pur di far girare denaro nelle tasche di qualcuno.

Finché il danno si diluiva in spazi immensi… oggi siamo andati molto oltre il limite di saturazione. In particolare noi italiani viviamo in uno dei Paesi più densamente popolati
al mondo. Sul piano scientifico è stato calcolato che ogni italiano dovrebbe disporre di uno spazio dieci volte maggiore perché il proprio impatto ambientale sia sopportabile.
 
L’esaurimento delle risorse a livello mondiale non può che creare sacche di crisi economica permanente ma, nell’ottica liberista, devastare sembra ancor più necessario a fini di
sopravvivenza. (Intervista di Giuliana Poli per Newsfood.com) La voracità liberista ha ad esempio scoperto il business dei carburanti da prodotto agricolo, proposti addirittura come
ecologicamente opportuni.

A sottrarre terreni alla produzione alimentare ci pensano anche le nuove infrastrutture e la logistica, quest’ultima dà più valore ai terreni potendo apparire un affare per tutti:
società di trasporti, costruttori, proprietari terrieri, ente comunale. A perderci è “solo” la collettività.

Molti comuni del nord Italia e non solo, negli ultimi dieci anni hanno addirittura raddoppiato la cubatura degli immobili, complice il fenomeno migratorio da altri Paesi.
Esiste una direzione diversa di evoluzione sociale? Certo, ma deve essere imboccata subito: si tratta di assumere come base di partenza la collettività stanziale in un certo territorio, di
essa vanno considerate le necessità di spazio e di reddito.

Queste ultime si soddisfano anzitutto con lo svolgimento di ruoli utili alla comunità stessa: produzione agricola e zootecnica, servizi commerciali, servizi al territorio e servizi alla
persona. All’interno di un mercato protetto, per quanto possibile in rapporto alle pesanti e distruttive ingerenze estere, sgravato da buona parte delle intermediazioni (il “pizzo” del grande
capitale) si possono abbattere i costi molto più di quanto potrà mai fare la libera concorrenza.

Avremo meno scelta consumistica ma il necessario per tutti e conservando risorse per le nuove generazioni: non è poco.
Questa è la rivoluzione copernicana dell’economia che, affiancata da nuove norme in materia monetaria, creerebbe un’inversione di tendenza indifferibile. Essa va rinnovata però sul
piano ideologico.

La cultura storico-ideologica dell’Italia è sempre stata ben poco liberista: sia le forze di tradizione marxista che il nazionalismo hanno promosso in modi diversi un’economia “guidata”
nell’interesse del popolo, rosso o nero che fosse. Le ideologie del ‘900, usate una contro l’altra, sono state rinnegate dalle stesse forze che apparivano ispirarvisi ed il verbo liberista, di
matrice atlantica, invade quelli che fino ad oggi erano i due poli politici contrapposti.

Con le ultime elezioni il bipolarismo all’americana è stato sconfitto in Italia e finalmente si può tornare a produrre idee, scoprendo che anche tradizioni considerate fino a poco
tempo fa inconciliabili, possono unirsi nel contrastare il potere della grande finanza liberista. Dopo più di mezzo secolo appare finalmente possibile una trasversalità
intellettuale e morale per “reimparare a pensare”: capire cioè una situazione gravissima ma oscurata dal plagio cui siamo stati sottoposti in decenni di autentica occupazione
liberista”.

Intervista esclusiva di Giuliana Poli
per Newsfood.com

CHI E’ VINCENZO CAPRIOLI
Vincenzo Caprioli è nato Trento nel 1952. Biologo e psicologo, con questa sua duplice competenza ha particolarmente approfondito il tema dei rapporti tra la cultura
occidentale odierna e l’ambiente.   Da oltre vent’anni esercita attività di psicoterapeuta in Pavia e Monza.   Tra articoli specialistici, brevetti, saggi brevi ha prodotto circa
70 opere che spaziano dalla biologia specialistica alla psicologia applicata, alla riflessione scientifico-filosofica. Tra le pubblicazioni spiccano: un articolo su “Transplantation” del 1977 che
contribuisce a chiarire le capacità antitumorali del sistema immunitario, otto brevetti a carattere biochimico estesi da Montedison nei maggiori paesi del mondo, il volume “Teoria e prassi
della nuova ipnosi” ed. La Goliardica Pavese del 1988, il lavoro “Riabilitazione visiva su base psico-fisiologica” frutto di collaborazione poliennale su ampia casistica con l’oculista Flavia
Zonta e presentato al convegno SIMP del 1993 a Firenze.   Vincenzo Caprioli è stato professore a contratto presso il Dipartimento di Biologia Animale dell’Università di Pavia,
ha insegnato nei corsi post-universitari per medici e psicologi dell’Associazione Italiana per la Ricerca e l’Aggiornamento Scientifico di Padova, è soprattutto conosciuto per i suoi studi
sulla comunicazione ed in particolare sulla suggestione ipnotica e l’ipnositerapia. In questo ruolo ha partecipato come ospite a varie trasmissioni televisive su circuiti nazionali, ha rilasciato
interviste a quotidiani, periodici e scritto un centinaio di articoli divulgativi.   Nel 1996 ha fondato L’Associazione T.A.B.U. (Tutela Ambiente Biologico Universale) con la quale intendeva
realizzare un osservatorio multidisciplinare che, oltre ad assumere concrete iniziative di tutela, servisse a proporre un nuovo concetto di civiltà a partire dall’emergenza
ambientale.
Aderiscono all’iniziativa personaggi del mondo scientifico, tra cui il biochimico Guido Cimino, l’antropologo Giuseppe Ambrosini, l’ecotossicologo Davide Calamari e lo storico Mauro Zonta.
Redazione Newsfood.com

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