Lino Cauzzi scrive a Matteo Renzi: attento alla malavita dai colletti bianchi che usa la Legge come arma impropria

Lino Cauzzi scrive a Matteo Renzi: attento alla malavita dai colletti bianchi che usa la Legge come arma impropria

By Giuseppe

Lino Cauzzi, vittima della malavita prima,  poi  dell’Ingiustizia e delle lungaggini burocratiche è ancora in attesa di Giustizia: dopo due anni di “pizzo”, nel 2009 subisce una grave estorsione ad opera di una organizzazione criminale napoletana, coadiuvata da malavitosi in giacca e cravatta: politicanti, avvocati, commercialisti, funzionari di banca, notai, curatori e custodi fallimentari…
Sette anni di calvario; nonostante gli arresti e le condanne definitive dei componenti della banda e di diversi complici, l’imprenditore è ancora in attesa di ricevere una parte consistente di quanto gli è stato sottratto con minacce gravi. Dei cinque alberghi “scippati” in una notte nello studio di un notaio a Poggibonsi, solo tre sono stati restituiti (Hotel Margot a Canneto, Hotel Touring a Desenzano, Hotel Peschiera a Peschiera sul Garda) ma senza alcun risarcimento danni e nemmeno l’aiuto dello Stato previsto dalla Legge Antiusura. Gli altri due alberghi, quelli che erano i  pezzi più prestigiosi e redditizi, non gli sono ancora stati restituiti anche se sono ormai in condizioni pietose per i danni subiti: l’hotel Hermes di Cremona e l’Hotel La Contea di Margaria (oltre un milione di Euro di danni).
Riportiamo questa sua lettera aperta al Premier Matteo Renzi con la speranza che si giunga presto ad una conclusione positiva di questa scabrosa vicenda che, nonostante abbia coinvolto diversi altri imprenditori del Nord Est, non è nemmeno stata ripresa dai mezzi stampa nazionali… chi c’è dietro?
Giuseppe Danielli, Direttore Newsfood.com

Lettera aperta a Matteo Renzi e a chi vorrebbe un’Italia migliore

(Verrà inviata a tutti i Prefetti Nazionali  
e ai Presidenti dei Tribunali Penali e Civili)
1 maggio 2014 (Festa dei lavoratori, quelli che ancora hanno il Lavoro)

Scrivo questa lettera all’attuale premier Matteo Renzi, eletto non dal popolo ma solo dal suo partito, il PD.

Lino Cauzzi:- “Tra tutti i suoi discorsi ascoltati in televisione, mi dispiace non averla mai sentita parlare  in modo serio in favore di quella grande fetta di popolazione che in Italia forma il tessuto economico, vale a dire gli imprenditori, gli operai, i lavoratori in genere.
Si sa che la maggior parte dei parlamentari sono avvocati, commercialisti ed esperti in varie professioni; si sa che da vent’anni a questa parte, sono state emanate leggi a esclusivo vantaggio di caste o personali.
E’ di pubblico dominio il fatto che alcuni  commercialisti e avvocati sono professionisti in malafede e le spiego il mio pensiero: quando un imprenditore si trova in difficoltà finanziaria, il commercialista che si occupa di tenergli la contabilità, e aggiungo che  anche altri hanno piacere che l’azienda fallisca in quanto il commercialista stesso, il curatore e l’avvocato dell’imprenditore sono creditori privilegiati in una causa di fallimento e non mostrano alcun interesse per il fatto che gli operai occupati presso quell’azienda, i fornitori e l’imprenditore stesso si ritrovano improvvisamente senza una fonte di sostentamento.
Ho avuto modo di capire questo meccanismo da quando, la notte del 26 giugno 2009, due criminali,  i fratelli Giuseppe e Carmine Vincenzo Catapano di Ottaviano (Napoli), entrambi commercialisti, mi hanno costretto a seguirli nello studio del notaio Domenico Maria Sannino, a Poggibonsi (Siena) e dietro pesanti minacce, alle ore 24:00,  orario veramente insolito per redigere un atto notarile, mi hanno costretto a firmare degli atti in cui, contro la mia volontà, sono stato costretto a cedere   i miei 5 alberghi, 5 importanti strutture dislocate tra le province di Brescia, Cremona, Mantova e Verona.
Il giorno seguente mi sono sentito l’ombra di me stesso, sconfitto e tremendamente solo.
Quanti miei colleghi si sono sentiti impotenti di fronte alla perdita della loro azienda conseguente ad una dichiarazione di fallimento e, non reggendo al peso di una sconfitta morale, hanno deciso di suicidarsi! In questi ultimi tre anni sono 300 gli imprenditori che si sono impiccati o sparati perché lasciati soli dalle autorità, dalle banche e da uno Stato che è solo capace di pretendere.
Ha ragione il direttore di newsfood quando dice che le truffe, anche senza minaccia grave, quando spogliano completamente dei beni la propria vittima  non sono semplici truffe ma omicidio premeditato o istigazione al suicidio.
Sono 5 anni che lotto perché sia fatta giustizia, per me stesso e per chi non è riuscito a sopportare questo peso. Ho saputo, dai Carabinieri di Padova, che sono tante le storie simili alla mia.
Tutte le denunce che ho fatto presso la Guardia di Finanza, i Carabinieri e la Polizia hanno dato i loro frutti: la banda è finita in manette, il Tribunale di Padova ha giudicato e condannato  per associazione a delinquere i fratelli Catapano Giuseppe e Carmine Vincenzo, il notaio Domenico Maria Sannino di Poggibonsi, il notaio Monacò di Montecatini, il notaio Improta di Napoli e il commercialista che li assisteva.
Da diversi anni sto scrivendo e raccontando quanto mi è successo a tutti i Prefetti nazionali, al Consiglio della magistratura di Roma e alle maggiori testate giornalistiche nazionali.
Avrei piacere che anche lei, nuovo premier, Dott. Renzi, leggesse con attenzione le mie parole. Da quando, a causa dell’estorsione che ho subìto, frequento i Tribunali del Nord Italia, appena vengo attaccato o sento menzogne sul mio conto, inveisco e offendo gli avvocati dei miei aguzzini, perché una delle leggi che si sono confezionati su misura, li autorizza a raccontare falsità di fronte ai giudici senza per questo rischiare di incorrere in sanzioni o condanne.
Affermo, con la certezza di non essere smentito, che l’80% dei commercialisti non esita a tradire l’impresa che dà loro lavoro e a socializzare con dei criminali, se questo garantisce un beneficio economico immediato, nonostante si tratti di un comportamento moralmente deplorevole.
Come conseguenza a queste azioni scellerate, la nostra nazione sta andando a fondo.
Resto a disposizione per fornire tutta la documentazione a supporto di quanto ho affermato sulle mie vicissitudini.

Mi farebbe molto piacere poter avere un suo riscontro.

PS: per conoscere la mia storia è sufficiente digitare Lino Cauzzi in Google

Cordiali saluti

Cauzzi Lino
nato a Cavriana (provincia di Mantova)
il 15 novembre 1942
residente a Desenzano del Garda in via Mezzocolle 48
cauzzi.lino@libero.it

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD