Liguria, inizia la guerra contro i bianchetti ed i cicciarelli stranieri
21 Gennaio 2011
I pesci noti come bianchetti e cicciarelli fanno parte della storia alimentare della Liguria dall’antichità. La tradizionale vuole che siano pescati solo coi gozzi, tramite sciabica
maglie fitte. Una volta poi a terra, i bianchetti vengono scottati con acqua bollente e conditi con olio e limone.
I cicciarelli vengono invece preparazioni in carpione, e mangiati con un bicchiere di vino.
Questi alimenti sono l’equivalente ligure del tartufo di Alba o del limone di Sorrento: sia un pezzo di storia che un sostegno per l’economia.
Tuttavia, tali pesci sono ora al centro di un intricato crocevia di leggi, nazioni e procedure.
La vicenda inizia il 31 maggio, quando l’Unione Europea, per salvaguardare l’ecosistema marina, impone il divieto di pesca dei pesci in questione. Pronta la risposta delle associazioni di
categoria che, guidate da Federcoopesca, si incontreranno col ministro Giancarlo Galan per salvare, se non la stagione attuale, quelle successive.
Attualmente, la proposta italiana è una deroga articolata in piani di gestione ad regionem, in primis della Liguria. La terra della Lanterna propone tre anni una pesca altamente
selettiva, con sistemi tradizionali e autorizzazioni ferme ai numeri del 2009, 72 per il bianchetto, 96 per il rossetto, 30 per i cicciarelli. La mediazione ligure è ferma al Ministero:
in ottobre, insieme a quelle delle altre regioni, la documentazione sarà presentata Bruxelles per essere giudicata dal comitato tecnico europeo Stecf.
Così, mentre i pescherecci liguri sono fermi, quelli di altri Stati operano a pieno regime: i banchi dei mercati liguri, una volta monopolio dei locali, sono invasi dal pescato
straniero. In dettaglio, i cicciarelli ed i rossetti arrivano dalla Spagna, mentre i bianchetti dalla Cina e dalla Costa Azzurra.
Allora, i pescatori liguri insorgono indignati sopratutto dal doppio standard: mentre loro sono bloccati, i colleghi dell’UE agiscono tranquillamente.
Spiega Augusto Comes, presidente regionale e vicepresidente nazionale di Federcoopesca: “Se chiediamo, (francesi e spagnoli, ndT) ci dicono che hanno già l’autorizzazione dal loro
governo, che manca solo l’ufficialità. Si vogliono difendere le risorse ittiche e poi semplicemente noi siamo fermi e gli altri pescano il doppio. Il prelievo alla fine è lo
stesso, solo un po’ più in là”.
Il presidente della Regione Claudio Burlando ha scritto a Galan per ricevere chiarimenti: “Non si capisce il motivo per cui, nonostante il piano di pesca speciale preparato da questa Regione,
non sia possibile fare in Italia ciò che è possibile in un altro paese dell’Unione Europea”.
I liguri ricordano poi come il loro modo di pescare abbia tempi e regole precise.
Spiega Comes: “E’ una pesca stagionale, da gennaio a marzo il bianchetto, da novembre a marzo i rossetti e i cicciarelli sempre durante l’inverno anche se abbiamo sperimentato la pesca estiva”.
I pescatori usano reti tirate a mano, imbarcazioni sotto le tre tonnellate ed ancora ferma.
Matteo Clerici
ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.





