Libri scolastici, ADUC: cambiare la definizione dei 'testi consigliati' in 'testi da acquistare' non risolve il problema
9 Gennaio 2009
Firenze – Grazie a provvedimenti prevedibilmente inutili, continua la saga dello sforamento dei tetti di spesa per i libri scolastici. Come segnala oggi l’Autorità Garante
della Concorrenza e del Mercato, si e’ verificato “uno sforamento rilevante dei tetti di spesa adottati dal Ministero, se si inseriscono nella dotazione scolastica, oltre ai testi da
adottare, anche i testi “consigliati”. Testi consigliati che spesso sono necessari per seguire le lezioni.
Dopo il fallimento -prevedibilissimo- di Mister Prezzi, dei vari osservatori e dei tetti massimi, l’Antitrust consiglia: cambiare la definizione dei ‘testi consigliati’ in ‘testi da
acquistare’. Problema risolto? Ma non scherziamo!
L’unico modo per ‘obbligare’ gli editori a diminuire i prezzi, a meno di non voler nazionalizzare l’editoria scolastica, e’ aumentare drammaticamente il potere contrattuale
dell’acquirente. E per fare cio’, possiamo seguire l’esempio degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e di altri Paesi europei: siano le scuole ad acquistare i libri di testo e a
distribuirli agli studenti, i quali a fine anno li restituiranno per gli studenti dell’anno successivo. Se i libri vengono danneggiati, lo studente paga per ripararli oppure
riacquistarli. La vita media di un libro di testo potrebbe così essere di cinque anni, con un risparmio dell’80%.
In questo modo, non sarebbero soltanto gli editori a stabilire i prezzi, ma anche le scuole o addirittura i distretti scolastici, che avrebbero un maggiore potere d’acquisto rispetto al
singolo studente. Gli editori sarebbero cosi’ disincentivati dal produrre una nuova edizione ogni anno con l’intento di evitare il “riciclaggio” dei libri usati, perche’ le scuole
probabilmente non comprerebbero nuovi libri per alcuni anni.
Questa e’ la soluzione adottata dal sistema educativo pubblico degli Stati Uniti, dove il primo giorno di scuola ogni studente, dalle elementari alle superiori, riceve gratuitamente i
libri di testo.
Per ultimo, visto che i libri di testo rappresentano la maggiore spesa che le famiglie devono affrontare per mandare i propri figli alla scuola dell’obbligo, riusciremmo a rendere
effettivo l’articolo 34 della Costituzione, laddove prevede che almeno l’istruzione inferiore sia gratuita oltre che obbligatoria.
Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc




