L’Europa dice no al cloro per eliminare la contaminazione superficiale delle carcasse di pollame

L’Europa dice no al cloro per eliminare la contaminazione superficiale delle carcasse di pollame

 

È stata recentemente pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (13 febbraio 2009) la decisione del Consiglio del 18 dicembre 2008 che respinge definitivamente
la proposta di regolamento avanzata dalla Commissione volta ad autorizzare l’uso di sostanze antimicrobiche per la decontaminazione superficiale delle carcasse di pollame.

Già da tempo si discuteva a livello comunitario circa la possibilità di mettere fine al bando, in vigore dal 1997, che impone di chiudere le frontiere alle carcasse di
pollame decontaminate superficialmente con sostanze antimicrobiche.

La Commissione europea, dopo il pressing esercitato dagli Stati Uniti, aveva adottato una proposta che prevedeva l’apertura delle frontiere europee al “pollo al
cloro”.

Tra i requisiti da rispettare vi erano: l’utilizzo di un’unica sostanza chimica a base di cloro (tra le quattro utilizzate comunemente per disinfettare le carni) proibendo
così l’uso di cocktail di sostanze, il risciacquo delle carcasse con acqua potabile, nonché l’apposizione da parte dell’operatore del settore alimentare sulle
stesse e sui tagli e le preparazioni a base di carni da esse ricavate, di etichette che indicassero il trattamento con sostanze antimicrobiche o la decontaminazione con sostanze
chimiche.

Il Parlamento europeo aveva già espresso la sua disapprovazione nel mese di giugno scorso a causa delle gravi preoccupazioni serbate dagli organismi internazionali che si
occupano di medicina umana.

Recentemente il Consiglio ha ritenuto necessario, prima di adottare il suddetto regolamento, procedere al rilevamento di dati da parte degli operatori del settore alimentare e dei
programmi di ricerca in modo da poter valutare appieno sia l’efficacia delle sostanze in questione che lo sviluppo di resistenze agli antimicrobici, nonché il possibile
impatto ambientale.

La questione è dunque sospesa in attesa di migliori valutazioni e la proposta di regolamento conseguentemente respinta.

 

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