L’esame di terza media: cosa cambia e cosa no
19 Maggio 2009
L’esame di terza media cambia. Anche se non come previsto, perché il Regolamento di valutazione resterà uguale all’anno scorso, a causa dell’attesa dell’ok dal Consiglio di Stato.
Lo stesso ministro Gelmini, qualche giorno fa, aveva chiarito: “L’esame resta sostanzialmente invariato”.
Ma che significa, di preciso, “sostanzialmente”? La risposta arriva dal mensile Tuttoscuola, che spiega che, indipendentemente dal Regolamento, una delle leggi Gelmini (la 169/2008 sul voto) ha
introdotto alcune modifiche di rilievo che avranno effetto anche su questi esami.
Vediamo quali.
Cosa cambia quest’anno: sufficienza in tutte le materie
Prima di tutto quest’anno i circa 600mila studenti che andranno all’esame di licenza dovranno conseguire in ogni disciplina di studio la sufficienza del voto in decimi. In caso diverso,
l’eventuale non ammissione verrà decisa dal consiglio di classe a maggioranza.
E l’anno scorso? Bastava un giudizio di ammissione, con valutazione complessivamente positiva. Mentre così basterà un 5 in matematica, per capirci, per non poter sostenere
l’esame finale.
La condotta
Oltre alla sufficienza in tutte le discipline, gli studenti dovranno poi anche conseguire la sufficienza nel voto di comportamento; una valutazione completamente assente gli anni scorsi.
Voto finale in decimi: sparisce “buono”
Terza novità derivante dalla legge 169/2008: la valutazione finale d’esame verrà espressa con voto in decimi, secondo criteri autonomi decisi dalla commissione, anziché,
come è quasi sempre avvenuto, con giudizio sintetico (ottimo, distinto, ecc.).
Prova scritta nazionale: entra l’Invalsi
Non è finita. La valutazione finale dovrà tener conto anche dell’esito della prova scritta nazionale (italiano e matematica) predisposta dall’Invalsi (l’Istituto nazionale per la
valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione), l’Ente che utilizza criteri rigorosi e basati su standard internazionali.
A differenza dell’anno scorso tutte le scuole dovranno utilizzare le prove Invalsi, e se prima ne tenevano conto in modo discrezionale, da quest’anno gli istituti dovranno tenerne
obbligatoriamente conto, pur non facendo, comunque, una media matematica.
Martina Aureli




