Legge 194: sulle linee guida un no motivato dalla Regione Lombardia

Milano – A proposito della mancata approvazione in Conferenza Stato-Regioni delle linee guida del ministro Livia Turco sulla legge 194, una Nota di Regione Lombardia risponde
«senza polemiche, ma per amor del vero» alle «affermazioni fuori controllo» di esponenti del PD (la stessa Livia Turco, Barbara Pollastrini, ecc) apparse oggi sulla
stampa.

Il no di Regione Lombardia non è affatto politico e men che meno strumentale, dice in sostanza la Nota, ma «di metodo e di merito».
«Dal punto di vista del metodo – si legge nella Nota – Regione Lombardia contesta il tentativo di imposizione, attraverso lo strumento delle linee guida, di un indirizzo interpretativo
parziale su una legge dai contenuti eticamente sensibili, oltretutto ledendo l’autonomia regionale in materia».
«Come noto – prosegue il comunicato della Regione – la Lombardia si è già pronunciata a riguardo lo scorso gennaio, prima tra le Regioni italiane a farlo, approvando un atto
di indirizzo formulato con la più larga condivisione degli operatori sanitari. Non può quindi che apparire ideologica e strumentale l’azione del Governo uscente, che a trent’anni
dall’approvazione della legge interviene, a due mesi di distanza dall’emanazione del documento lombardo, senza peraltro essere stato in grado di promuovere un dibattito sui suoi
contenuti».

Regione Lombardia si dice «del tutto disponibile ad affrontare una discussione e un confronto aperto e scientificamente fondato sulla legge 194 e sulle sue modalità di
applicazione, in particolare nei suoi aspetti più delicati». Ma «l’intervento ministeriale e alcune scomposte reazioni che si sono susseguite in questi giorni lasciano
pensare che queste linee guida siano state usate esclusivamente come pretesto per introdurre elementi non pertinenti, come contraccezione e diagnosi prenatale, che non riguardano direttamente
l’applicazione della 194».
«Che il ministro – si chiede in conclusione la Nota – abbia voluto trovare una scusa per contrabbandare la pillola del giorno dopo?«

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