Aborto, Formigoni: «da Pollastrini reazione scomposta»

By Redazione

Milano – «La reazione scomposta e astiosa di una ministra del Governo Prodi, Barbara Pollastrini, all’atteggiamento che la Regione Lombardia ha tenuto ieri in Conferenza Stato
Regioni sulle linee guida per l’attuazione della Legge 194 è la dimostrazione di come non sia sicuramente la Giunta lombarda ad aver affrontato questa vicenda con una dose notevole di
ideologia, ma il Governo di cui tale ministra ancora per venti giorni fa parte».

E’ quanto afferma il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, replicando alle dichiarazioni di Barbara Pollastrini.

«Anzi, sarebbe interessante che la ministra Pollastrini – prosegue Formigoni – cominciasse con il dire perché a trent’anni di distanza dall’approvazione della Legge 194, per la
prima volta un Governo abbia sentito il bisogno di emanare una direttiva nazionale, guarda caso all’indomani dell’approvazione da parte della Regione Lombardia delle proprie linee guida
attuative della 194 stessa».

«Questa coincidenza sicuramente non casuale – aggiunge il presidente – potrebbe suggerire alla suddetta ministra che il provvedimento elaborato dal ministero della Salute dovesse suonare
una risposta ‘nazionale’ al documento lombardo messo a punto non nel chiuso di qualche sacrestia o di qualche sezione partitica, bensì da un gruppo composto dalle figure fra le
più rappresentative del mondo scientifico e medico su tali problematiche».

«Di questa direttiva nazionale, non prevista peraltro dalla Legge – fa notare Formigoni – non c’è alcuna necessità come è ben dimostrato dalla ministra Turco, la
quale ha auspicato che adesso siano le singole Regioni a fare propri i contenuti della Direttiva da lei elaborata. Chi si scandalizza dell’atteggiamento di Regione Lombardia dovrebbe come
minimo rispondere a questa domanda: perché Regione Lombardia che ha emanato i suoi indirizzi con atteggiamento assolutamente laico e nel pieno rispetto di tutte le leggi e delle proprie
competenze istituzionali, e con il pieno consenso di tutta la classe dei medici e dei ricercatori notoriamente all’avanguardia non soltanto in Italia, avrebbe dovuto avallare un documento
contenente indirizzi notevolmente diversi e in buona parte discutibili con la clausola finale che, se anche la Lombardia non si fosse adeguata ad essi, sarebbe stata considerata inadempiente
nei confronti degli obblighi derivanti dal rispetto del Piano Sanitario Nazionale?«

«Se la ministra Pollastrini – conclude Formigoni – invece di lasciarsi andare a rabbiose reazioni avesse il buon gusto di andare a leggersi le carte, si accorgerebbe di due enormi limiti,
fra i tanti, degli indirizzi che lei difende: la scarsissima accentuazione del valore della maternità, nonché la quasi imbarazzante sottovalutazione dell’enorme lavoro svolto in
questo campo dal volontariato che in un documento di 11 pagine è liquidato con 7 parole».

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